“Non siamo un bancomat”, albergatori di Venezia in rivolta

La tassa di soggiorno continua a far discutere. A ribellarsi stavolta sono gli albergatori di Venezia che, al grido ”Gli alberghi non sono bancomat”, hanno manifestato il proprio dissenso.
L’Associazione di categoria lagunare albergatori ha ribadito la sua netta opposizione all’introduzione della tassa di soggiorno da parte del Comune di Venezia. ”Un sistema economico – ha spiegato il presidente dell’Ava, Vittorio Bonacini – che in città vale un miliardo e mezzo di euro e offre lavoro a circa 10mila addetti, non può essere penalizzato da balzelli medioevali. Purtroppo lo Stato è già andato in senso opposto. Detto questo va fatto notare non solo che il Comune di Venezia ha deciso l’introduzione di questo odioso balzello, ma che sta legiferando in modo francamente bizzarro. La fretta è cattiva consigliera e quindi è bene sottolineare alcuni aspetti assurdi della proposta di regolamento comunale”. Bonacini dice di comprendere le difficoltà del Comune ma ciò non giustifica le decisioni prese: “Troviamo intollerabile l’arroganza con cui questa amministrazione si sta muovendo. Gli alberghi non sono un bancomat da cui si puo’ prelevare contante senza il codice d’accesso”.