Brambilla: Italia non può restare indietro nel turismo, su concertazione rimedieremo a settembre

L’Italia non può restare indietro nel settore del turismo e per questo il ministro Michela Vittoria Brambilla non riesce a “capire” le obiezioni di alcune associazioni di categoria e sindacati su quella che è “una vera e propria rivoluzione liberale, qualcosa che in questo Paese nessuno era riuscito a fare, una strada obbligata per generare sviluppo, ricchezza ed occupazione. Basta vincoli alla libera iniziativa privata, ogni imprenditore ha il diritto di organizzare come crede la propria attività, nel solco tracciato dalla prossima modifica all’articolo 41 della Costituzione”. Così, in un’intervista pubblicata da ‘Libero’, il ministro del Turismo spiega la norma, contenuta nella manovra-bis, che liberalizza gli orari dei negozi e le aperture domenicali e festive su tutto il territorio nazionale. “Il governo deve prima di tutto rispondere alle richieste dei cittadini e pensare alla competitività del Paese. Ovunque funziona così. E l’Italia non può restare indietro soprattutto nel particolare momento economico che stiamo vivendo. Come si fa a criticare una norma che in una situazione di crisi fa crescere l’offerta e di conseguenza anche la domanda? Rimettiamo in moto un circolo virtuoso che parte dai consumi e dà impulso all’economia ed all’occupazione”. Parte delle critiche riguardano la mancanza di concertazione. “Rimedieremo a settembre – assicura Michela Vittoria Brambilla – A breve convocheremo un tavolo con sindacati, associazioni dei consumatori e di categoria per monitorare lo stato dell’arte e faremo il punto sui risultati raggiunti con provvedimento sulle località turistiche”.