Las Vegas, non solo gioco. E’ questo il senso delle dichiarazioni di Jesse Davis, direttore internazionale PR del Las Vegas Convention & Visitors Authority. “Contrariamente alla percezione ancora molto diffusa della città, i dati parlano chiaro: solo l’8% dei nostri visitatori viene per giocare, mentre gli altri ci scelgono per gli eventi, i festival, l’ottimo rapporto/qualità prezzo offerto, l’eccellente ristorazione. Pochi sanno – ha continuato Davis – che abbiamo il numero di sommelier più alto degli Stati Uniti, segno che qui l’enogastronomia è molto importante”. Gli italiani, per cui il dato culinario è fondamentale, sembrano accorgersene, visto che negli ultimi due anni sono cresciuti del 21%, anche se i mercati principali europei sono Regno Unito, Germania e Francia. “Las Vegas registra circa 40 milioni di visitatori all’anno, dei quali la maggior parte sono statunitensi, canadesi e messicani per evidenti ragioni geografiche – informa Davis – L’anno scorso, ad ulteriore dimostrazione che non siamo solo la città del gioco, sono stati 4,5 milioni i delegati di congressi e fiere che hanno scelto Las Vegas, generando 4,5 miliardi di entrate. Ospitiamo circa 18.000 meeting e convention all’anno ed abbiamo più di 60 campi da golf dove è possibile giocare tutto l’anno grazie al clima favorevole, oltre a dare una scelta alberghiera che permette la sistemazione più lussuosa o più economica, a seconda delle proprie disponibilità”. La percentuale di occupazione camera, in media, è dell’85%. Questo dato, raffrontato all’8% che si dirige in città solo per giocare, dimostra dunque più di tante parole come Las Vegas offra al suo pubblico un panorama sempre più sfaccettato di eventi e diversivi, garantendo un divertimento a 360 gradi.