La Spagna combatte la recessione con il turismo estero, nei primi sette mesi cresciuto del 6%

MadridIl turismo straniero è l’arma forte della Spagna per combattere la recessione: nei primi sette mesi dell’anno vi è stato un incremento del 6%, una boccata d’ossigeno importante per le casse dello Stato. Complessivamente sono entrati 32,2 miliardi di euro da questo settore che, per il resto, ha fatto registrare una contrazione dei vacanzieri di casa proprio a causa della crisi. Le previsioni di agosto sono simili a quelle di luglio, mese che ha fatto registrare ben 7,9 milioni di turisti stranieri, una cifra che non veniva raggiunta dal 1995. I dati diffusi da Egatur del Ministero dell’Industria e del Turismo parlano di una spesa media giornaliera salita del 2,1% a luglio, fino a 108 euro, e di una media per turista del 2%, a 949 euro. Nel solo mese di luglio gli stranieri hanno speso in Spagna 7,7 miliardi, il 4,3% in più rispetto allo stesso mese dello scorso anno. Al primo posto si confermano come migliori ‘contribuenti’ i turisti anglosassoni, che hanno speso finora 6,5 miliardi, incrementando del 5,7% la somma spesa lo scorso anno; seguono i tedeschi (5,1 mld, +2,1 %), quelli provenienti dai Paesi nordici (3,413 mld, +18,5%), ed i francesi (3,056 mld, +16,4%). Dall’inizio dell’anno è la Catalogna la meta preferita, con il 23,9% delle presenze totali e 7,68 miliardi, grazie ad un incremento del 9,8%; al secondo posto si piazzano i due arcipelaghi delle Baleari e delle Canarie, con 6,24 miliardi (7,7%). Tutte le regioni della Spagna hanno fatto registrare un incremento delle presenze straniere, tranne quella di Madrid, scesa dell’1,5% (ha incassato 2,8 miliardi). Molto buoni gli andamenti dell’Andalusia (4,669 miliardi, +4,5%) e della Comunità Valenciana (2,894 miliardi, +8,8%). Infine, riguardo alla scelta della sistemazione, l’hotel continua ad essere il più gettonato con il 65,5% delle preferenze (ed un aumento del 6,4%).