L’Enit di Radaelli al vaglio dell’Esecutivo

Cristiano RadaelliCe la farà il nuovo commissario straordinario Cristiano Radaelli a traghettare l’Enit dal ruolo di ente pubblico a quello di ente pubblico economico? Intervistato dall’Ansa, ha detto che “serve un Enit forte che si sappia muovere in un mercato competitivo e in cui il management sia valutato per il numero dei turisti che riesce ad attirare in Italia, considerando quindi quanto valore e posti di lavoro crea nel Belpaese”. Dichiarazioni importanti alla vigilia di Expo 2015. Il Consiglio dei Ministri, intanto, sta vagliando il testo per la riorganizzazione dell’Ente che prevede una nuova pianta organica di 140 persone in Italia dalle 80 odierne, cui si aggiunge il mantenimento dei cento dipendenti delle sedi estere. Il governo dovrà inoltre pronunciarsi sulle nomine. “I ruoli più operativi saranno assegnati ad un amministratore delegato e poi un numero limitato di direttori – ha spiegato Radaelli – Uno si occuperà dell’area comunicazione, che comprenderà anche tutta quella da sviluppare tramite i social ed il web, e che aggregherà anche la gestione del portale Italia.it. Un altro sarà al timone di una promozione non più solo legata alle destinazioni, ma anche ai cluster turistici e a progetti speciali e trasversali. Sarà decisiva anche la terza area, quella delle strategie, che comprenderà l’Osservatorio nazionale del turismo e gli accordi strategici di alto livello con i vettori. In questo momento – ha aggiunto il commissario straordinario dell’Enit – c’è un forte sbilanciamento verso la promozione tradizionale e facciamo pochissimo sul digitale e nella promo-commercializzazione, quindi bisogna dare una precisa sterzata ed avere una presenza molto più aggressiva”. Un ente sempre più business oriented, quindi, e che guarda all’Expo di Milano con un obiettivo importante: venti milioni di turisti, facendo soprattutto leva sui mercati di lungo raggio.