Il mese di aprile sembra aver rappresentato una svolta per l’economia nazionale ma anche per quella della Campania. E’ quello che emerge dal monitoraggio realizzato nelle scorse settimane da Unioncamere ed Istituto Tagliacarne che parte da un forte tasso di crescita delle imprese nella Regione nell’ultimo anno: “Il saldo – ha spiegato il presidente della Camera di Commercio di Napoli, Maurizio Maddaloni, nominato anche vicepresidente nazionale di Unioncamere con delega per il Sud – è infatti positivo di 5.950 imprese nella differenza tra quelle iscritte al registro camerale e quelle cancellate: una crescita dell’1,06% rispetto alla media nazionale dello 0,53 ed a quella meridionale dello 0,62”. Segnali confortanti arrivano dal manifatturiero con il saldo percentuale tra imprese che dichiarano aumenti e quelle che dichiarano diminuzione di produzione rispetto al primo trimestre dell’anno che si attesta a +25%. Un saldo che cresce al 28% nella provincia di Napoli, mentre la media nazionale è del +20%. In particolare migliorano le imprese alimentari (il saldo qui è +42%), ma anche quelle artigiane (+13% e le industrie con almeno dieci addetti (+31%). “Dopo un primo trimestre di buio nel manifatturiero – ha aggiunto Maddaloni – arrivano segnali confortanti in particolare tra le imprese artigiane”. Resta invece negativa la prospettiva del commercio con il saldo tra chi ha aumentato le vendite e chi le ha diminuite, che raggiunge in negativo il 32% a Napoli ed il 33,9% in Campania. In crisi in particolare supermercati, ipermercati e grandi magazzini con punte del 70% tra chi denuncia perdite. “Positiva invece la tendenza nel turismo – ha sottolineato Maddaloni – con gli imprenditori ottimisti al 65,8% a Napoli ed al 60% in Campania. In attesa dei dati sull’estate, la tendenza, sottolineata anche da Bankitalia, è di un +20% del settore rispetto al 2014″. Il boom turistico nei primi quattro mesi dell’anno è testimoniato da un +21,2% di pernottamenti di stranieri (+19,3% in Campania). Crescono anche l’export e l’agroalimentare ma, rimarca Maddaloni, “bisogna ora sfruttare questa tendenza lavorando su asset come la cultura e l’economia del mare. L’ente camerale sarà in prima fila ma c’è bisogno del sostegno di tutti, dalle istituzioni, a partire dalla Regione, alle banche che devono investire sulle imprese”. Resta pesante la situazione del mercato del lavoro con il tasso di occupazione nel IV trimestre del 2014 al 39,2% (37% a Napoli) rispetto al dato italiano del 55,7%. Ma nel 2015 si registrano 8.700 assunzioni programmate nel II trimestre a Napoli e provincia (+7%) e 17.300 in Campania (+10,3%, anche se il dato italiano sale del 17%). Le nuove assunzioni sono però più stabili con il 38% di assunzioni a tempo indeterminato a Napoli, mentre il dato nazionale è del 28,7% e la cassa integrazione da gennaio a maggio 2015 scende del 38,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.
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