Aica e Federturismo bocciano lo sciopero proclamato dai sindacati

Confindustria“L’Associazione Italiana Confindustria Alberghi e Federturismo Confindustria contestano con fermezza la dichiarazione di sciopero delle Organizzazioni Sindacali frutto di motivazioni non corrispondenti a quanto accaduto nel corso del confronto negoziale”. Così si esprimono le due associazioni in un comunicato congiunto. “L’atteggiamento delle due parti datoriali è stato sempre disponibile, coerente ed aperto al dialogo, non dimenticando gli interessi imprescindibili delle aziende e dei lavoratori soprattutto in questa delicata fase di crisi. Abbiamo sempre tenuto un comportamento responsabile sin dall’apertura del tavolo negoziale, avvenuta nel novembre 2012 – continuano le Associazioni – dove abbiamo ribadito fin dall’inizio la nostra volontà a rinnovare il CCNL dell’ Industria Turistica prima della sua naturale scadenza. Atteggiamento che è stato coerentemente mantenuto per tutto il prosieguo della trattativa. Spinti dall’esigenza di recuperare produttività ed occupazione, soprattutto giovanile, nelle nostre aziende abbiamo comunque proseguito il negoziato invitando e sollecitando più volte le OO.SS a tenere degli incontri anche ad oltranza per addivenire alla firma del contratto, richieste queste che sono rimaste prive di un adeguato riscontro. Avendo, inoltre, individuato con altre parti datoriali alcune aree di intervento comuni necessarie per la sopravvivenza delle aziende e della relativa occupazione – si aggiunge nel comunicato – abbiamo anche proposto alle OO.SS un incontro allargato per poterle rappresentare, pur nel rispetto delle singole e differenti autonomie negoziali. A seguito di ciò risulta difficile comprendere l’accusa di atteggiamento dilatorio citato nella dichiarazione di sciopero che appare quindi insussistente ed immotivato – commentano Aica e Federturismo – Nonostante la dichiarazione di sciopero, le Organizzazioni Datoriali sono pronte a proseguire il dialogo ed il negoziato con le Organizzazioni Sindacali sicuramente con spirito costruttivo e nell’intento di concludere un accordo che tenga conto delle legittime aspirazioni e delle attese dei lavoratori ma nello stesso tempo delle esigenze concrete delle imprese, permettendo loro di rimanere sul mercato”.