Egitto, inizia una nuova era

Ibrahim Mahlab”Inizia una nuova era per l’Egitto”. Parola del premier Ibrahim Mahlab (nella foto) durante la Conferenza per lo sviluppo economico che si è conclusa ieri a Sharm El Sheikh e ha riunito 1.800 delegazioni di oltre 70 Paesi. Su quest’appuntamento il governo egiziano si è giocato il tutto per tutto nel tentativo di riportare il Paese sui binari dello sviluppo e della crescita. Decine gli accordi siglati in diversi settori strategici durante la tre giorni. Intese, ha sottolineato Mahlab nelle sue dichiarazioni conclusive ”che avranno un impatto positivo sul popolo e l’economia egiziani”. A contribuire alla costruzione del futuro del Paese, i grandi partner economici che sul Cairo tornano a scommettere, a cominciare da quelli italiani che in Egitto, come ha ricordato il viceministro allo Sviluppo economico, Carlo Calenda, hanno lavorato su accordi per un valore complessivo di circa 2 miliardi e mezzo di euro, oltre a quello di Eni da 5 miliardi di dollari. Al termine della Conferenza il Paese porta complessivamente a casa un ‘tesoro’ da 60 miliardi di dollari fra investimenti diretti e prestiti agevolati. L’Egitto si è dato tempi precisi per raggiungere i suoi obiettivi. Le parole d’ordine sono ”stabilità, investimenti e crescita”. ”Il nostro governo – ha detto Mahlab – è impegnato a mettere in atto politiche in grado di portare a ritmi di crescita sostenibili e a creare un clima per gli affari competitivo e certo”. L’agenda messa a punto dall’esecutivo è ”chiara, ed è volta a facilitare gli investimenti, a portare a una crescita inclusiva, creando posti di lavoro”, ha aggiunto. Il futuro è soprattutto dei giovani, sul quale il Paese punta molto. A sottolinearlo, lo stesso presidente Abdel Fatah El Sisi al termine della conferenza e che ha richiamato sul palco alcuni dei ragazzi partecipanti all’organizzazione dell’evento, dal prossimo anno appuntamento fisso. ”Sono 35 milioni di giovani di un Paese che si sta risvegliando”, ha ricordato il capo dello Stato. Sul Mar Rosso c’erano 50 capi di Stato e molti big del mondo degli affari.