Alla fine del 2015 il prodotto interno lordo (Pil) dell’Italia crescerà dello 0,7% rispetto al 2014. E’ quanto prevede l’Uvet Travel Index ideato dal gruppo Uvet, polo distributivo del turismo con un giro d’affari di 2,2 miliardi di euro, e curato per la parte scientifica da The European House – Ambrosetti. Il dato è stato illustrato oggi in apertura della XII edizione del BizTravel Forum (25-26 novembre, Fiera Milano City), appuntamento annuale di riferimento in Italia per la mobilità aziendale, gli eventi ed il turismo organizzato da Uvet American Express. L’Uvet Travel Index prevede una stagnazione fino al secondo trimestre del prossimo anno, i primi segnali di ripresa nel terzo trimestre ed una crescita contenuta nel quarto. Rispetto allo scorso anno c’è stato un rallentamento della caduta del Pil; nel 2013 era calato dell’1,9% e quest’anno l’Uvet Travel Index prevede una chiusura a -0,37%. Durante il forum di apertura del BIz Travel Forum 2014 ci si è chiesti come mai da tre anni a questa parte le previsioni delle principali istituzioni nazionali ed internazionali vengono disattese. “Assistiamo – ha affermato Luca Patanè, presidente del gruppo Uvet – ad una perdita di correlazione tra fiducia dei consumatori e consumi reali. Il maggior o minor ottimismo sul futuro, la propensione alla spesa, non si traduce più in modo automatico in comportamenti di spesa degli individui e delle famiglie o di investimento delle imprese. La fiducia dei consumatori italiani, pur essendo diminuita ad agosto e settembre, rimane sui valori più alti dall’inizio della crisi e superiori al 2007. A questi livelli non corrisponde, però, un risveglio reale della spesa per consumi e per le imprese si traduce in una prospettiva d’investimento più che in un investimento vero e proprio. Analizzando la correlazione dei dati tra viaggi d’affari ed export – ha aggiunto Patanè – più si viaggia, più si esporta, più si creano occasioni di business, ma l’aumento delle esportazioni italiane è, nella maggior parte dei casi, inferiore rispetto a quello mondiale verso i Paesi target. Questo significa che esistono possibilità di migliorare l’export spingendo maggiormente su quei mercati attraverso più viaggi business”. Durante il BiZTravel Forum è stato sottolineato come i viaggi d’affari sono caratterizzati da una tendenza opposta rispetto all’inflazione. Se i prezzi dei trasporti dal 2006 a fine 2014 sono aumentati del 30% circa, quelli dei viaggi d’affari sono diminuiti del 31,5%, consentendo così di liberare 6,3 miliardi di euro di risorse, stima ricavata dall’efficienza creata dal business travel e dalla crescita dei prezzi nei trasporti. Allargando lo sguardo ad Expo 2015, su cui il gruppo Uvet sta puntando molto, è stato sottolineato come l’Italia abbia la più alta concentrazione di siti riconosciuti ‘patrimonio dell’umanità’ (50 in tutto) e sia anche il Paese con il maggior numero (261) di specialità alimentari riconosciute di qualità (Doc, Igp, Stg). Analogamente, l’Italia rimane una delle prime cinque destinazioni turistiche al mondo generando introiti diretti per 43,9 miliardi di dollari (2012, World Tourism Barometer 2014). “Se consideriamo – ha detto Patanè – che dei 21 milioni di visitatori attesi per Expo circa 7/8 saranno stranieri, il nostro sforzo deve essere quello di farli diventare visitatori ‘abituali’, che tradotto in termini economici vuol dire 8 miliardi di euro in più l’anno per il nostro Paese, ipotizzando una permanenza media di quattro giorni”.
Articolo Precedente
Europcar, fatturato del terzo trimestre 2014 in crescita su quello del 2013
Articolo Successivo