La Commissione europea ha adottato i nuovi orientamenti sugli aiuti di Stato agli aeroporti ed alle compagnie aeree. L’idea centrale è permettere aiuti per investimenti nelle infrastrutture se c’è una necessità reale ed il sostegno pubblico è fondamentale per assicurare l’accessibilità della regione. Maggiormente beneficiati saranno i piccoli aeroporti. Saranno permessi aiuti agli aeroporti regionali con meno di 3 milioni di passeggeri all’anno per un periodo di dieci anni a certe condizioni. La Commissione ritiene che gli aeroporti con un traffico inferiore a 700.000 passeggeri possano incontrare forti difficoltà a coprire i costi per cui l’Antitrust europeo prevede un regime speciale in base al quale può aumentare l’intensità degli aiuti e sarà valutata la situazione dopo cinque anni. Aiuti pubblici saranno possibili per la start-up che lanciano nuove rotte a patto che siano limitati nel tempo. Negli ultimi dieci anni, nota la Commissione Ue, il settore è cambiato notevolmente grazie ala liberalizzazione del trasporto aereo del 1997: nel 2012 per la prima volta le compagnie low-cost (4,8%) superavano la quota di mercato delle grandi compagnie ‘monopoliste’ o ‘semimonopoliste’ (42,4%). I nuovi orientamenti si rivolgono di fatto ad una parte del settore, costituita da piccoli aeroporti ed alle compagnie start-up. I piccoli aeroporti sono in maggioranza pubblici e sostenuti dal settore pubblico su base regolare. In certe aree “la densità degli aeroporti regionali ha portato ad una sovracapacità delle infrastrutture in rapporto alla domanda ed alle necessità delle compagnie”.
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Riggio: Da chiusura piccoli scali nessun effetto sul territorio
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