A pochi giorni dalle elezioni ed in occasione del Forum Turismo organizzato ieri dall’Ansa, il ministro del Turismo Piero Gnudi torna a denunciare l’assenza del settore dal dibattito politico. “Il turismo non è mai stato al centro delle campagne elettorali e questo è il motivo per cui l’Italia ha perso terreno. Mai è stato nell’agenda politica dei governi. Si è sempre pensato – ha accusato il Ministro – all’ industria ma non al turismo; se avessimo speso nel turismo un centesimo di quello che abbiamo speso nell’industria, ora il settore non sarebbe in queste condizioni. Nel ’95 l’Italia era il primo Paese in Europa per arrivi, ma ora siamo solo terzi. Abbiamo le caratteristiche per tornare ad essere leader. Serve un ministero del Turismo, un ministro che sia concentrato al 100% su questi temi”. A quest’appello è seguita l’analisi di Pierluigi Celli, presidente dell’Enit – Agenzia Nazionale del Turismo. “Con soli 3 milioni l’anno l’Enit non può fare tanta promozione, eppure l’Enit ha 25 sedi all’estero e 90 dipendenti di cui soli 9 dirigenti – ha aggiunto Celli – E’ sbagliato dire che l’Enit è un carrozzone, è difficile governare un settore con queste risorse. Non è un carrozzone bensì, forse, un ‘carrettino’ che si difende bene”. Ministro del Turismo e presidente dell’Enit hanno poi convenuto sulla necessità che la tassa di soggiorno divenga tassa di scopo. “Non siamo contrari alla tassa di soggiorno – ha detto Gnudi – ma vogliamo che serva a promuovere il turismo, non che quei soldi vadano in un calderone generale”. Presente al Forum anche Andrea Babbi, direttore generale dell’Enit, che ha dato informazioni sulle sorti del portale Italia.it: “Il portale passerà all’Enit quando il decreto del ministro sarà registrato. Sarà compito dell’Enit portarne avanti i contenuti – ha annunciato Babbi – Abbiamo però già iniziato a lavorarci e a vedere cosa bisogna cambiare, dando gli input giust. Nel dialogo che stiamo riallacciando con le Regioni, deve diventare il portale dei tanti portali regionali. Per il 90% è visitato da stranieri. Il nostro sforzo – ha concluso Babbi – sarà di renderlo sempre più appetibile e moderno”.
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Federviaggio, con aumento delle tasse aeroportuali a rischio lo sviluppo del turismo
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