L’Italia conquista la vetta della comunicazione turistica digitale.Visit Italy ha superato Visit Scotland, diventando il canale di destinazione più seguito d’Europa su Instagram. Un risultato che va oltre la dimensione dei numeri: rappresenta la maturità di un progetto editoriale indipendente che, in dieci anni di attività, ha trasformato la promozione del Paese in un racconto collettivo e partecipato. A dare l’annuncio ufficiale del sorpasso è Human Centric Group, compagnia londinese specializzata in marketing strategico, che ha pubblicato una ricerca sull’evoluzione dei principali canali europei, evidenziando la crescita costante e organica di Visit Italy.
La piattaforma oggi raccoglie una community internazionale di oltre 4 milioni di viaggiatori, un portale che supera i 5 milioni di utenti unici all’anno e un canale social con 1.8 milioni di follower solo su Instagram. A renderne la forza non è soltanto la quantità, ma la qualità del legame costruito con il pubblico: una crescita organica e valorizzata da strategie innovative che ne hanno amplificato la risonanza, che nel tempo ha dato vita a un linguaggio culturale riconoscibile e coerente, capace di unire ispirazione, informazione e responsabilità verso i territori.
Una community che racconta l’Italia contemporanea
Nata nel 2016 come startup indipendente, Visit Italy è oggi un’azienda che si appresta a celebrare nel 2026 il suo decennale, con un bilancio che la consacra come la principale media company culturale italiana nel turismo. In dieci anni sono stati pubblicati oltre 2.300 articoli in doppia lingua, raccontate più di 300 realtà locali e prodotti contenuti che hanno superato complessivamente 525 milioni di visualizzazioni.
L’hashtag #visititaly, che conta oltre 4,2 milioni di contenuti pubblicati spontaneamente dagli utenti in tutto il mondo, è diventato nel tempo un simbolo condiviso di appartenenza, a cui la community ufficiale ha dato identità e continuità editoriale. In questo flusso di racconti diffusi, Visit Italy svolge un ruolo di curatore e amplificazione, trasformando la community in un ecosistema aperto e partecipativo, capace di rappresentare l’Italia nella sua pluralità di volti, accenti e paesaggi. Dal ritmo vibrante di Venezia ai borghi silenziosi del Sud, dai grandi eventi culturali alle botteghe artigiane, il racconto costruito insieme agli utenti restituisce un’Italia che vive nel presente ma non dimentica le proprie radici: un Paese che ispira, accoglie e si lascia scoprire.
L’Italia torna in vetta ai desideri di viaggio degli europei
Il sorpasso su Visit Scotland conferma una tendenza ormai strutturale: la capacità dei contenuti digitali di orientare la domanda di mercato. Secondo il Ticket to Travel Report 2026 di Marriott Bonvoy, l’Italia risulta per la prima volta la destinazione più desiderata in Europa per il prossimo anno, superando la Spagna.
Un risultato che, come evidenziato anche dallo studio condotto da Human Centric Group, è legato alla capacità di Visit Italy di andare oltre le mete iconiche, costruendo narrazioni radicate nelle comunità locali e parlando in modo mirato alle nuove tribù globali del viaggio.
Il dato si inserisce in un contesto che, secondo l’esperienza e i dati raccolti da Visit Italy, mostra come il 75% dei viaggiatori dichiara di utilizzare i social media come principale fonte di ispirazione e informazione nella scelta della meta, mentre l’uso dell’intelligenza artificiale nelle fasi di ricerca e pianificazione cresce in modo esponenziale. Lo studio di Human Centric sottolinea come Visit Italy rappresenti un’innovazione rara: un modello culturale, community-driven, che mette il territorio al centro e ridefinisce come un Paese può essere narrato, La piattaforma valorizza territori e comunità spesso invisibili e parla in modo mirato alle nuove identità di viaggio, grazie alla comprensione dei driver emotivi delle community, generando una crescita organica e un impatto culturale che i modelli istituzionali tradizionali difficilmente riescono a ottenere.
“Insieme a tante amministrazioni visionarie stiamo costruendo un sistema di promozione condiviso, capace di raccontare l’Italia al mondo come mai prima d’ora”, dichiara Ruben Santopietro, CEO e founder di Visit Italy. “Immaginiamo un’Italia che diventi modello turistico di successo ed esempio internazionale, siamo il Paese con il maggior numero di bellezze al mondo, ma anche con la capacità di metterle finalmente a sistema.”
Dieci anni di Visit Italy: dal racconto dei luoghi alla cultura del viaggio
In dieci anni di attività, Visit Italy ha accompagnato l’evoluzione del viaggio contemporaneo, anticipando fenomeni sociali e culturali che hanno ridisegnato le modalità di scoperta del Paese. L’Osservatorio Turismo della piattaforma ha definito la cosiddetta Checklist Era, che descrive la tendenza a viaggiare seguendo logiche di spunta e performance piuttosto che di immersione ed esperienza. Da questa consapevolezza è nata la campagna “99% of Italy”, un manifesto contro l’overtourism che ha invitato a esplorare il Paese oltre l’1% di territorio più visitato, promuovendo una visione rigenerativa del turismo. Rilanciata da media internazionali come BBC, CNN e Skift, la campagna ha consolidato il ruolo di Visit Italy come attore culturale impegnato a diffondere un modello di viaggio sostenibile e partecipativo.
Oggi è molto più di un portale o di un profilo: è un laboratorio culturale che unisce contenuti, dati e tecnologia per orientare il futuro del turismo, una rete collaborativa che dialoga con istituzioni, territori e imprese per generare valore economico e coesione culturale. Il sorpasso su Visit Scotland segna l’inizio di una nuova fase, in cui l’Italia non è solo la meta più amata ma anche la più raccontata e condivisa.
“Il turismo del futuro non potrà misurarsi solo in arrivi o pernottamenti, ma nella qualità dell’impatto che produrrà per le comunità ospitanti”, conclude Santopietro. “L’Italia ha l’occasione di diventare un modello di turismo rigenerativo, dove la tecnologia e la cultura collaborano per creare esperienze che lasciano un segno positivo. È questa la direzione in cui vogliamo muoverci nei prossimi dieci anni: fare della leadership digitale non un punto d’arrivo, ma uno strumento per crescere come Paese.”