Lampedusa vuole cambiare la storia e punta sul turismo per tutto l’anno
Gran fermento con i giovani in prima linea: destagionalizzare puntando sul patrimonio storico, culturale e naturale. L’amministrazione comunale porta l’isola alle fiere turistiche. Determinante l’anticipo dei collegamenti aerei ma la necessità è quella di fare squadra fra pubblico e privato
di Antonio Del Piano – Cresce il network di collegamenti fra l’Italia continentale e Lampedusa, la maggiore delle Pelagie, isole siciliane dal punto di vista geopolitico e ultimo lembo d’Europa, avamposto che guarda alle coste dell’Africa e già ne annuncia la morfologia del territorio.
Con l’approssimarsi dell’avvio della stagione turistica, fervono i preparativi per accogliere al meglio i turisti nei prossimi mesi e intanto è stato annunciato il piano voli che quest’anno, da fine maggio ad ottobre, vedrà atterrare nello scalo di Cala Francese i voli di Wizz Air (da Roma Fiumicino da fine marzo), easyJet (da Milano Malpensa da fine marzo e da Napoli da giugno), Volotea (da Napoli, Milano Linate, Verona, Venezia, Bologna e Bergamo), Ita Airways (Roma Fiumicino e Milano Linate), HelloFly (Perugia e Malta), Air Mediterranean/GotoFly (Forlì) e Dat Voli Sicilia che assicura tutto l’anno la continuità territoriale con Palermo e Catania.
In questi giorni l’isola sta ultimando la messa a punto di strutture e servizi per accogliere al meglio gli ospiti nelle prossime settimane mentre già si vedono i primi turisti in giro alla scoperta delle tante spiagge e delle tante curiosità che appartengono al patrimonio storico, naturale e culturale all’isola.
A favorire le prime presenze già negli ultimi due ponti primaverili è stata senz’altro la novità dell’anticipo della programmazione dei voli sia di Wizz Air da Roma che di easyJet da Malpensa. Una svolta importante che apre le porte a nuovi scenari e a quella destagionalizzazione dell’offerta spesso auspicata ma mai portata sul mercato per le oggettive difficoltà nei collegamenti diretti.
L’altra novità che interessa l’isola è un rinnovato fermento da parte degli operatori e delle imprese in generale collegate al turismo così come da parte dell’amministrazione comunale che già da qualche mese ha operato una scelta precisa nella direzione di una promozione diretta sul campo, ossia nelle principali fiere turistiche, per portare immagine ed offerta di Lampedusa con più forza sul mercato nazionale con un primo approccio anche a quello internazionale.
I GIOVANI E IL TURISMO
Si dice che il futuro sia dei giovani, affermazione scontata e abusata ma mai come nel caso di Lampedusa può e deve essere così.
Facile immaginare che possano esistere posti che, per quanto luoghi dell’anima, possano invogliare le nuove generazioni ad allontanarsi e cercare fortuna altrove. Meglio ancora se questi luoghi sono isole al centro del Mediterraneo.
A Lampedusa invece è in atto un ricambio generazionale nelle imprese, anche in quelle del turismo che pilotano l’economia locale. La grande scommessa arriva proprio dai giovani che hanno deciso di puntare le proprie fiches sul turismo e provare a far emergere la loro isola il più possibile, tenendo conto di peculiarità e limiti.
A muoversi attivamente, fra gli altri, ci sono la rinnovata Pro Loco di Lampedusa e Linosa guidata da Giovanni Martello e Lampedusa Islands, consorzio di imprese legate al turismo nato nello scorso gennaio che vede al comando Gianluca Cucina.
Imprenditori giovani con le idee chiare. “Lampedusa è diventata una destinazione turistica da appena 40 anni, dopo essere diventata nota per il famoso attacco missilistico di Gheddafi, Da quel momento l’isola ha iniziato a vivere di turismo ma fino ad allora le attività principali erano legate alla pesca delle spugne, alla conservazione del pesce e alla filiera gastronomica” racconta Giovanni Martello, che a quell’epoca era appena nato.
Una delle funzioni della Pro Loco sarà quella di cercare di fare sistema fra le imprese e non solo. “Non possono esserci mille organizzazioni che lavorano ognuna per sé, occorre creare una sola programmazione, fare rete e mettere tutti nelle condizioni di interagire con i clienti che arrivano a Lampedusa”.
“Quello che vogliamo fare ora – prosegue Martello – è mettere a sistema il nostro patrimonio, recuperare l’aspetto storico dell’isola e trasformare tutto in un’offerta turistica che vada oltre stereotipi classici come le tartarughe, i delfini, il mare, il sole e l’enogastronomia. Lampedusa ha una storia da raccontare, che vediamo nelle foto d’epoca della pesca, con il pesce lavorato a mano da tutte le persone impegnate nella filiera, compresi anziani e bambini. Lo stesso pesce messo poi ad essiccare al Porto Vecchio e rivenduto anche all’estero o conservato in scatola sull’isola dove negli anni Settanta c’erano 25 aziende ittiche e oggi ne sono rimaste solo un paio”.
“E poi – aggiunge ancora Martello – c’è il patrimonio storico legato alle spugne, ai velieri impegnati nella loro pesca sui quali i ragazzi a sedici anni ricevevano il battesimo del mare. Sono testimonianze del passato che faranno parte di eventi da dedicare agli ospiti dell’isola che, come in ogni altra destinazione, non si accontentano esclusivamente del sole e del mare”.
L’impegno della Pro Loco sarà quello di allestire mostre che, di mese in mese, possano raccontare ai turisti la vera natura delle Isole Pelagie attraverso la storia, soprattutto dei mestieri abbandonati che erano il motore trainante dell’economia locale.
Inoltre, sottolinea Martello, l’associazione vuole puntare anche sull’organizzazione di eventi legati allo sport e alle risorse naturali.
“Stiamo organizzando per il 29 e 30 maggio una manifestazione di sensibilizzazione ambientale che coinvolgerà Marevivo e gli esploratori italiani del National Geographic. Il primo giugno ci sarà invece la ‘Caretta Caretta Running’, una corsa non competitiva di 8 chilometri ‘per il Mediterraneo’, per sensibilizzare i partecipanti sul tema dell’ambiente. Sarà una manifestazione plastic free, per cui avremo acqua in tetrapack e gadget ecosostenibili.
La sfida vera sarà quella di portare a Lampedusa manifestazioni sportive che, cosa assurda per un’isola, mancano anche in ambito acquatico e veliero.
“Per favorire le presenze nei periodi di bassa stagione, stiamo studiando la possibilità di organizzare ad ottobre eventi sportivi come gare di nuoto in acque libere con associazioni di volontariato del nord Italia, gara di pesca e con la Lega Navale pensiamo alla possibilità di organizzare regate di canottaggio, Noi le regate ci limitiamo a guardarle quando doppiano la nostra costa pur avendo una scuola di vela sul nostro territorio. Ci sono tante cose ancora da fare, ci piacerebbe avere a Lampedusa un campo da tennis, sport a cui anche i nostri ragazzi guardano con sempre maggiore attenzione.
Ma, come per la richiesta di attività in acqua, non ci sono gli strumenti necessari che richiedono piccoli investimenti iniziali per i quali bisogna avere alle spalle federazioni sportive e istituzioni locali”.
L’IMPERATIVO E’ ALLUNGARE LA STAGIONE
“Bisogna partire dalla destagionalizzazione. Non possiamo concentrare tutto il turismo in due mesi già saturi e vissuti.”. Il presidente di Lampedusa Islands, Gianluca Cucina, mette subito in chiaro il punto principale del progetto di fare delle Isole Pelagie una destinazione turistica regolare, con una stagionalità di più ampio respiro.
“Il nostro consorzio di imprese nasce per collaborare con il territorio e creare le giuste sinergie che possano consentire di orientare la bussola del turismo e puntare all’allungamento della stagionalità turistica per Lampedusa.
Abbiamo avviato le interlocuzioni necessarie, anche con l’aeroporto dell’isola che è un elemento necessario e decisivo. Da qui si possono gettare solide basi per il nostro progetto. L’avvio quest’anno dei collegamenti aerei con almeno un mese di anticipo è stata una novità positiva”.
“Adesso – continua Cucina – bisogna mettere in sicurezza gli altri obiettivi perché parliamo pur sempre di un’isola con i suoi pregi e le sue difficoltà. Dobbiamo pensare ad un’offerta integrata che soddisfi l’aspetto del relax e quello di attività anche ludiche o comunque necessarie quando magari il tempo non è proprio favorevole all’escursione in mare o anche a stare solo in spiaggia. Ecco perché, parlando di obiettivi da mettere in sicurezza, mi riferisco alla necessità di mettere in rete tutte quelle possibilità che possano contribuire a realizzare il Prodotto Lampedusa, dalle visite al Centro delle tartarughe, alle mostre e agli spettacoli. Il Consorzio Lampedusa Islands è nato proprio con questo obiettivo, accogliendo fra le sue file imprese di diving, noleggi, stabilimenti balneari, ristoranti, alberghi, organizzazioni di visite guidate per la cultura culinaria, sociale e del territorio, musei e visite guidate attraverso l’hub turistico. Una vera e proprio rete di imprese nata da poco ma che si sta già consolidando”.
STORIE DI PESCA E DI AMBIENTE
Sulle necessità del turismo di Lampedusa mostrano la loro sensibilità anche i pescatori delle isole dell’arcipelago. “Moltissime persone vengono a Lampedusa proprio per il pesce” sottolinea Totò Martello, presidente del COGEPA, il Consorzio della piccola pesca costiera che raggruppa l’intera marineria di Lampedusa e Linosa.
“Le nostre sono acque ancora cristalline grazie alle correnti ma ricordiamoci che il Mediterraneo non è un mare aperto come l’Atlantico e ciò influisce sulle sue condizioni e sulle tipologie di pesci presenti e resistenti. Il pesce mediterraneo resta comunque sempre superiore al pesce di altri mari e il gambero rosso più buono è quello che vive tra Lampedusa e Linosa”.
Per proteggerne la qualità, nel mare di Lampedusa sono state create delle vere e proprie nursery per la riproduzione a mare di polpi, della tia e dei pesci che vivono intorno alla costa. Così come si stanno proteggendo i banchi del gambero rosa attraverso un fermo biologico tecnico della pesca per facilitarne la riproduzione.
Un accorgimento necessario quello dei pescatori lampedusani perché la pesca incide sul turismo e, spiega Totò Martello, “senza pesca a Lampedusa si fermerebbe una grossa fetta del turismo”.
L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE SPINGE SULLA PROMOZIONE
Sulla stessa linea degli imprenditori si muove anche l’amministrazione comunale. Gli obiettivi sono comuni, da una stagionalità più lunga alla predisposizione del territorio per l’accoglienza di un turismo non solo mare e, soprattutto, sostenibile.
“L’interesse turistico per Lampedusa è crescente, è legato alla bellezza naturale ed è stato favorito anche dalla maggiore visibilità acquisita in questi anni” sottolinea l’assessore al Turismo dell’amministrazione comunale di Lampedusa, Laura Casano che traccia il bilancio delle recenti attività di promozione turistica portata avanti dal Comune attraverso la partecipazione alle principali fiere internazionali del turismo.
“Il riscontro positivo di operatori e pubblico e la domanda in crescita sono il frutto di un’immagine di isole vivibili tutto l’anno, anche nel periodo invernale che sarà confermata nelle fiere autunnali e dalle campagne di promozione” spiega in sintesi l’assessore fissando anche i prossimi step dell’azione di governo: “L’obiettivo adesso è quello di puntare a una narrazione dell’isola più ampia e contemporanea, guardando a un turismo sostenibile e ambientale, valorizzando le riserve naturali e il bellissimo mare, oltre all’identità culturale e comunitaria anche attraverso eventi e storytelling del territorio.
PUNTO DI ARRIVO: DESTAGIONALIZZAZIONE DELL’OFFERTA
L’anticipo dei collegamenti aerei già da fine marzo sta dando segnali molto incoraggianti. “I primi dati parlano di un aumento dei passeggeri già all’inizio della stagione 2026, segno che la domanda si sta muovendo grazie a una maggiore disponibilità delle rotazioni dei collegamenti aerei fra marzo e ottobre e con le tratte da Roma e Milano già operative da inizio primavera. Il prolungamento dei collegamenti in continuità territoriale fino a fine ottobre consolida la stagione lunga”.
“L’anticipo dei voli – prosegue l’assessore Casano – è un fattore abilitante che deve essere accompagnato da eventi e iniziative. Le strutture ricettive devono essere aperte anche fuori stagione e occorre una comunicazione coerente come quella avviata nelle fiere turistiche. Quindi se questi elementi si allineano, il messaggio diventa concreto e solido”.
LAMPEDUSA E ATTRATTORI: NON SOLO MARE
La mission, quindi, è fare di Lampedusa non solo una meta turistica di mare ma anche una destinazione con attrattori molto forti. Natura e paesaggio sono due elementi di questo scenario.
“Per noi rappresentano un vero punto di forza. Abbiamo una riserva naturale ideale per trekking e per la fotografia naturalistica, scenari iconici come la Spiaggia dei Conigli e quella di Cala Pulcino che senza il sovraffollamento estivo che possono diventare esperienze molto suggestive ed immersive. E chi dovesse valutare una vacanza fuori stagione deve sapere che in primavera e autunno la luce e i colori di queste spiagge sono spesso migliori di quelli che si evidenziano in piena estate”.
“E poi – aggiunge Casano – c’è il Santuario della Madonna di Porto Salvo, luogo molto suggestivo di preghiera. E quest’anno è prevista anche l’apertura del Museo Archeologico nel periodo invernale”. A questi poi possiamo aggiungere la baia della Tabbaccara con i suoi suggestivi colori, Cala Madonna, nei pressi del Santuario e Cala Croce e Mare Morto, tutte da vedere con un giro in barca, di quelli giornalieri che ti portano a visitare ogni angolo dell’isola, tuffandosi in mare e mangiando pesce fresco a bordo.
Un richiamo importante per Lampedusa è la presenza della famosa tartaruga marina Caretta Caretta: “Fra primavera ed estate si possono osservare nidificazioni e attività legate alla loro tutela. Poi c’è la migrazione degli uccelli, Lampedusa è un punto strategico nel Mediterraneo per questo, quindi perfetta per turismo naturalistico e scientifico”.
Fra gli attrattori di Lampedusa, ci sono la caratteristica via Roma con gli edifici colorati, le botteghe di artigianato e tanti ristoranti e locali per trascorrere le serate, la terrazza per gli aperitivi al tramonto di O’ Scià, sulla scogliera del versante nord ovest dell’isola e poi la Porta d’Europa, il monumento artistico di Mimmo Palladino dedicato ai migranti e l’Obelisco Cassodoro, l’opera di Arnaldo Pomodoro che sorge in Piazza Libertà.
LA VERA SFIDA È ORGANIZZATIVA E IMPRENDITORIALE
Lampedusa ha quindi tutte le carte naturali e culturali per una stagione lunga, gli attrattori fuori estate esistono e sono anche molto forti: natura, fauna, autenticità. “La vera sfida è organizzativa e imprenditoriale. Se la strategia regge nei prossimi Lampedusa potrebbe trasformarsi da destinazione da due mesi a destinazione da sei o sette mesi reali”.
Guardando all’isola, alla sua bellezza e ai limiti caratteristici di un territorio del genere, sorge naturale fare una considerazione sulle problematiche legate all’auspicata crescita degli arrivi e alla relativa sostenibilità del fenomeno. “Il punto centrale – spiega l’assessore – è proprio questo, Lampedusa non può né diventare una destinazione di massa perché perderebbe il suo valore principale. La crescita dell’interesse turistico va quindi gestita più che spinta. Negli ultimi anni l’approccio sia istituzionale sia degli operatori turistici si sta orientando verso un modello di sostenibilità concreta e non solo dichiarata. La direzione è chiara: puntare su un turismo più consapevole con permanenze più lunghe, interessate alla natura, alla cultura e all’autenticità dei luoghi. L’obiettivo non è riempire le isole ma alzare il valore medio del soggiorno”.
La consapevolezza del territorio è senz’altro un bene prezioso, e non solo per chi lo promuove: “Per quanto riguarda l’educazione e la responsabilità dei visitatori ci sono sempre più iniziative anche locali che insistono sul rispetto dell’habitat naturale, sulla riduzione dei rifiuti, sui comportamenti corretti nelle aree protette. Questo è fondamentale in un luogo dove basta poco per creare danni. Lampedusa viene gestita come destinazione fragile e non destinazione di massa e la strategia punta quindi su limiti ai flussi nelle aree sensibili, oltre che su una stagione più lunga e un turismo di qualità. La sfida è crescere tutti insieme, in sinergia e guardando nella stessa direzione”.