I Viaggi di Maurizio Levi presenta un viaggio alla scoperta della Colombia, tra siti archeologici, città coloniali, montagne e mare.
Non è certo un nome nuovo, sono ormai molti anni che si parla di Colombia, ma è solo da poco che, finalmente, se ne parla a “modo nostro”, ossia della Colombia come meta di viaggio. Dunque non più il clamore dei narcos, non più gli scontri con le FARC, ma un Paese finalmente affrancato, desideroso di stupire ed emozionare. Lo scrittore premio Nobel colombiano Gabriel García Marquez descrisse il suo Paese come sospeso in un mondo onirico che denominò “realismo magico”. Ecco, il passare degli anni non ha rubato questo aspetto che tuttora ci colpisce e coinvolge.
La Colombia è una ricetta meravigliosa e perfetta che ben amalgama i suoi ingredienti: splendide città coloniali ben conservate, siti archeologici di civiltà millenarie poco conosciute, una varietà impressionante di paesaggi… Il tutto condito dai sorrisi della gente, cordiale e davvero genuina, e da musica travolgente, ossia la Salsa che nasce proprio qui.
Alcune pillole di viaggio.
Mompox, la Macondo di Màrquez. Il nome Mompox deriva da Mompoj, l’ultimo capo degli indigeni kimbay che popolavano la regione prima della conquista spagnola. Con gli spagnoli la cittadina divenne un importante centro commerciale e un attivo porto fluviale dal quale transitavano tutte le merci che in arrivo da Cartagena proseguivano verso l’entroterra della colonia. Nel corso dei secoli Mompox continuò a prosperare e qui vennero costruite numerose chiese e lussuose residenze. Verso la fine del XIX secolo la navigazione lungo il Rio Magdalena fu deviata sull’altro braccio del fiume, segnando il declino della città, che rimase isolata e iniziò a vivere di ricordi. Da allora ben poco è cambiato. Mompox ha conservato il suo spiccato aspetto coloniale (è una delle città coloniali meglio conservate) e l’atmosfera dei tempi passati. La città presenta diverse straordinarie analogie con l’immaginaria città di Macondo descritta da Gabriel Garcìa Màrquez nel suo celebre romanzo “Cent’anni di solitudine”. Nel 1995 è stata dichiarata dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità.
La Cattedrale di Sale di Zipaquirà. Importante centro di estrazione del sale, Zipaquirà ospita la meravigliosa Cattedrale scavata nel cuore di una miniera sotterranea, una delle opere architettoniche più emblematiche della Colombia. Esistono solo tre strutture di questo genere al mondo, due delle quali si trovano in Polonia. Il nome Zipaquirà evoca lo Zipa, massimo gerarca della comunità Muiscas; Zipa era il capo assoluto delle ricche miniere di sale della zona. La Catedral de Sal, magnifica opera di arte e ingegneria, è interamente scavata in una miniera dismessa di sale. Vi si accede da un tunnel, dove si trovano le quattordici stazioni della Via Crucis. Il percorso conduce dapprima alla cupola e infine alle tre navate della Cattedrale, che rappresentano la nascita e la morte di Cristo. Nella navata centrale si trovano l’altare maggiore, una gigantesca croce di 16 metri di altezza e “la creaciòn del hombre”, una raffinata opera in marmo.
San Augustìn, le statue del mistero. Attraversando meravigliosi paesaggi di alte e verdi colline, che si estendono tra le montagne della Cordigliera Centrale, si giunge a San Augustìn, luogo avvolto dal mistero. La popolazione dell’epoca non aveva una lingua scritta e le sue tracce scomparvero prima dell’arrivo degli spagnoli, probabilmente per mano degli Incas, il cui impero si estese verso la Colombia settentrionale. Il ritrovamento delle prime statue avvenne solo a metà del XVIII secolo. Il Parco Archeologico di San Augustìn, dichiarato dall’Unesco Patrimonio Mondiale dell’Umanità nel 1995, contiene la più alta concentrazione di statue della zona (oltre 500), molte di esse lasciate dove erano originariamente, mentre altre ricollocate e collegate da un percorso archeologico. Le innumerevoli rocce vulcaniche, scagliate a grandi distanze dai vulcani oggi estinti, invitarono gli scultori locali a trarre i grandi e monumenti di cui è ricca la zona.
Cartagena de Indias, perla della Colombia. Situata sulla costa nord del Paese, Cartagena gode di una favorevole posizione geografica, in una baia contornata di isole e lagune, e vanta una ricca storia di porto principale del continente durante il periodo coloniale spagnolo. Il centro storico, Patrimonio Unesco dal 1984, è un labirinto di vicoli acciottolati sovrastati da grandi balconi avvolti dalle buganvillee e meravigliose chiese monumentali; un’affascinante culla di romantiche vicende e leggende conservate all’interno di un’impotente cerchia di mura in pietra risalente al periodo coloniale. Cartagena è una delle più vivaci e belle cittadine caraibiche. Fondata nel 1533, fu una delle prime città spagnole del Nuovo Mondo, principale porto dal quale le ricchezze del continente salpavano dirette alla madrepatria. Non sorprende che la città fosse un obiettivo appetitoso per i pirati inglesi che solcavano il Mar dei Carabi, e che nel XVI secolo subisse svariati e terribili assedi. Sir Francis Drake capitanò nel 1586 l’attacco più famoso, mettendo a ferro e fuoco la cattedrale e tenendo la città in ostaggio per più di cento giorni. Dopo che il pirata si ritirò, gli spagnoli cominciarono la costruzione di una elaborata rete di fortificazioni che sono oggi la caratteristica principale della cittadina. Si tratta di circa 11 km di pesanti bastioni in pietra, che circondano il centro storico.