Viaggi dell’elefante: gli italiani tornano in Cina

Negli ultimi anni la Cina ha sofferto a causa di fattori interni ed esterni: da una parte parliamo delle problematiche dovute alla percezione confusa del Paese, alla situazione socio-economica, i ritmi di crescita sospetti durante un periodo di profonda crisi mondiale, le immagini di città inquinate e caotiche; dall’altra il trend turistico del vicino Giappone, che tramite una campagna di promozione di se stesso ha sorpassato qualunque altra destinazione, in Oriente come altrove.

Le statistiche dei primi mesi del 2017, dopo i primi segni di crescita delle partenze del Capodanno 2016, segnano un aumento dei passeggeri di più del 50% rispetto all’anno precedente.

L’anno è cominciato con un successo straordinario grazie a due viaggi che toccano tappe insolite, come il Guizhou, provincia sud-occidentale che vanta la più alta concentrazione di minoranze etniche dislocate in una sequenza di villaggi unici e straordinari. Qui due eventi folkloristici legati al ritorno della primavera, il “Tiao Hua Po Festival” e il “Sisters’ Meal Festival”, hanno attratto i viaggiatori curiosi e appassionati delle mete insolite, nonostante non siano sempre disponibili servizi di lusso. Dal periodo di Pasqua in poi il mercato si è rivolto all’operatore per i tour classici: le grandi metropoli, Pechino e Shanghai, con la visita di Xi’an e dell’esercito di terracotta, e un assaggio della Cina rurale a Guilin, sono racchiuse nel prodotto “Best Seller” Tutto Cina, a cui è possibile aggiungere un’estensione ad Hangzhou, grande città sulle rive del Lago dell’Ovest, a Suzhou, ove si visitano alcuni giardini storici, e alla “città d’acqua” di Zhu Jiajiao.

“I forti investimenti che la Cina sta facendo in termini di alberghi nuovi, nuove linee ferroviarie super veloci, nuove destinazioni regionali per sostenere il mercato domestico sia interno sia all’estero e, in particolare, a favore delle compagnie aeree con nuovi voli diretti, stanno portando i loro risultati: lo possiamo costatare dalla soddisfazione e dai commenti dei clienti che le agenzie ci hanno affidato – afferma Enrico Ducrot, AD di Viaggi Dell’Elefante – Ma ad attirare di nuovo gli italiani ritengo siano stati i messaggi che il Paese sta lanciando sulla lotta all’inquinamento e, più in generale, volti alla valorizzazione dell’identità cinese”.

La Cina è una destinazione storica per Viaggi Dell’Elefante, tradizionalmente molto adatta ai viaggi di gruppo per cui l’operatore romano è conosciuto sin dalla sua fondazione nel 1974. Ancora oggi è la tipologia di viaggio più venduta, tuttavia, grazie anche all’apertura di nuovi alberghi “boutique”, come l’Amanfayun ad Hangzhou, e i nuovi Banyan Tree e LUX Resorts nello Yunnan, i viaggi individuali e volti alla scoperta “in libertà” del Paese e delle sue regioni insolite, stanno avendo una stagione positiva.

Gianluca Capomaccio, responsabile del prodotto, sta approfondendo sempre più il concetto di esclusività della programmazione. A tal proposito è da poco tornato da un educational organizzato dell’Ufficio Nazionale del Turismo Cinese in collaborazione con Hainan Airlines; lo scopo è ovviamente scoprire alcuni angoli inusuali e provare in prima persona alcune esperienze particolari come la Crociera sullo Yangtze, il “Fiume Azzurro”, di cui afferma: “I paesaggi sono veramente incredibili e molto suggestivi, l’esperienza della crociera molto piacevole e piena di spunti grazie alle varie escursioni, ma da proporre al cliente giusto e nelle dosi giuste. Chongqing, conosciuta come la città più “piccante” della Cina per le prelibatezze gastronomiche tipiche della regione del Sichuan, è la base ideale per le escursioni alle Grotte di Dazu, ricca di incisioni rupestri con immagini legate a Confucianesimo, Buddhismo e Taoismo, e al Parco Nazionale di Wulong, un parco geologico poco frequentato dai turisti. Sicuramente allargheremo la programmazione con delle proposte per viaggi individuali dedicati a chi ha già visitato le tappe classiche della Cina con lodges e resorts esclusivi”.