Turismo positivo grazie a flussi extra Ue

Turisti cinesiLe previsioni per i flussi turistici internazionali elaborato da Ciset-Ca’ Foscari per il biennio 2015-16 evidenziano un quadro decisamente positivo, soprattutto per i flussi incoming, sostenuto dal movimento extraeuropeo, in particolare nord-americano, grazie all’ulteriore consolidamento su questo mercato e comunque dalla tenuta del Sud-Est asiatico. Anche le prospettive in termini di spesa/fatturato confermano il trend positivo. I 21 Paesi, raggruppati nelle quattro aree, sono i seguenti: Area Mediterranea (Francia, Spagna, Portogallo e Grecia); Europa Centrale (Germania, Austria, Svizzera, Belgio ed Olanda); Nord Europa (Svezia, Norvegia, Finlandia, Danimarca, Regno Unito e Irlanda) ed Extra Europa (Usa, Canada, Australia, Giappone, America Latina e Africa).

L’incoming nel dettaglio

La stima degli arrivi mondiali considera, oltre ai 21 Paesi elaborati dal modello, anche gli altri Paesi non inclusi (per esempio Est Europa, Asia, eccetera). Guardando alle diverse aree di provenienza dei flussi, le principali tendenze della domanda turistica internazionale verso l’Italia sono le seguenti: l’area che raggruppa i Paesi extraeuropei si contraddistingue per un ottimo incremento nel 2015 (+7,3%). Gli arrivi dagli Stati Uniti, che rappresentano più della metà dei flussi di questo raggruppamento, dovrebbero registrare un aumento del 12,4%. I flussi dal Giappone, in recupero, dovrebbero segnare quest’anno un trend positivo (+3,9%) superiore alla dinamica delle partenze totali dal Paese stesso. Dal prossimo anno dovrebbe inoltre manifestarsi un consolidamento del recupero. Il 2016 registrerà un ulteriore incremento dei flussi dai paesi extraeuropei, con un tasso di crescita del 6,4%. I Paesi dell’Europa Centrale rimangono il principale mercato di origine per l’Italia rappresentando, con oltre 20 milioni di arrivi, circa la metà dei flussi dai principali Paesi. L’area mostrerà un andamento leggermente inferiore alla media nell’anno in corso (+2,3%); la crescita prevista per il 2016 sarà pressoché identica. I flussi provenienti dai Paesi dell’Area Mediterranea fanno registrare un debole incremento nel 2015 (+0,8%); la crescita risulterà rafforzata nel 2016 (+1,8%). In questo caso incide la critica situazione economica di Grecia, Spagna e Portogallo. La Francia, che con quasi 4 milioni di arrivi assorbe i due terzi dei flussi dall’area, mostra un andamento in linea con la media. I paesi del Nord Europa, che con oltre 5 milioni di arrivi rappresentano, dopo l’area mediterranea, il mercato di origine meno consistente per il nostro Paese, si caratterizzeranno per dinamiche positive dei flussi verso l’Italia sia nel 2015 che nel 2016 (+2,8% e +2,3% rispettivamente). Il Regno Unito, che con 3 milioni di arrivi rappresenta circa i due terzi dei flussi totali dall’area, nonché il quarto mercato europeo in termini di importanza, sarà contraddistinto da un trend di crescita differenziato nei due anni (+3,8% e +1,3% rispettivamente).

L’outgoing

Le partenze internazionali dall’Italia verso i principali Paesi supereranno nel biennio i 23 milioni, con tassi di incremento del 2,3% e 2,6% rispettivamente. Superiore alla media sarà la crescita dei flussi diretti verso l’Area Mediterranea (+3,4%). Le destinazioni mediterranee assorbono più della metà del totale dei flussi in partenza dal nostro Paese. Mediamente più dinamico il movimento verso la Francia, primo mercato di destinazione per il nostro Paese con oltre 8 milioni di partenze nel 2015. L’Europa Centrale mostrerà una crescita di poco inferiore alla media nel biennio con tassi pari a +1,8% e +2,0% nei due anni. Il Nord Europa sarà contraddistinto da un incremento nel biennio con tassi pari a +0,2% e +3,2% rispettivamente. Il Regno Unito rappresenta circa il 70% delle partenze verso l’area, e sarà
caratterizzato da un -0,8% nel 2015 e da un +3,3% nel 2016. Infine, i Paesi dell’Extra Europa saranno caratterizzati da un andamento inferiore alla media, sicuramente molto debole durante l’anno in corso ed in lieve recupero il prossimo (+0,3% nel 2015, +1,2% nel 2016). Enfatizzando tale dinamica, tra le mete tradizionali d’oltre oceano, gli Stati Uniti registreranno un -0,9% e +1,9% nei due anni.