La Sardegna ha pagato nel 2012 con un calo del 14,5% degli arrivi la generale contrazione della domanda turistica nazionale (-19%). Con 1,9 milioni di arrivi,
l’isola rappresenta appena l’1,9% del totale Italia. Per rilanciare il comparto segnato dalla crisi economica, la Sardegna deve puntare sulla competitività e sulla clientela straniera, il cui peso è crescente. Sono alcuni dei dati sul turismo in Sardegna presentati nel fine settimana al convegno ‘Turismo: ripartiamo da qui’ a S. Teresa di Gallura dal chief economist di Intesa Sanpaolo, Gregorio De Felice. Per liberare le potenzialità della Sardegna occorre sciogliere il nodo dei trasporti, come ha sottolineato il presidente della Regione, Ugo Cappellacci: “Per questo, dopo la sentenza dell’Antitrust che ha dato ragione alla Sardegna circa l’esistenza di un cartello di armatori, ritengo fondamentale proseguire sulla strada imboccata dopo il vertice di ieri con il ministro Lupi, che ha come traguardo finale il trasferimento delle competenze e delle risorse alla Regione Sardegna”. Il presidente ha ricordato anche l’azione della Regione sul fronte dei trasporti aerei: “Con la tariffa unica costruiamo quella continuità tra territori che è fondamentale per garantire il diritto alla mobilità dei sardi ed allo stesso tempo aprire alle nostre imprese mercati che al momento sono difficilmente raggiungibili”. Cappellacci si è soffermato altresì sul processo che la Giunta ha posto in essere per la revisione del Piano paesaggistico regionale: “Dopo aver compiuto la fase di ascolto ed aver stipulato l’intesa con il ministero, stiamo arrivando alla conclusione del percorso e al varo di un piano che tuteli l’ambiente, ma consenta allo stesso tempo alle imprese di operare in un quadro che garantisca la certezza del diritto. C’è un altro aspetto – ha osservato il presidente – che è importante quanto quelli infrastrutturali: la possibilità di esercitare una politica fiscale che restituisca dinamicità alle imprese e non atrofizzi i consumi. Per questo, dopo aver drasticamente ridotto l’Irap, il 24 giugno saremo a Roma per rivendicare il riconoscimento di una zona franca che consenta alla nostra terra di rialzarsi dalla macerie della crisi e inseguire la ripresa. Tutte queste misure – ha concluso – hanno un comune denominatore, che è la nostra sfida più ambiziosa: il superamento della condizione di insularità”.
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