Come ogni metropoli del mondo, Dubai avanza seguendo un ritmo tutto suo, ma la mescolanza multiculturale della città l’ha resa accessibile a qualsiasi tipo di viaggiatore, dagli amanti del brivido agli shopping-addicted. L’appeal della città sta proprio nella sua personalità così fuori dagli schemi, nella capacità di fornire innumerevoli stimoli e nella sua capacità di accoglienza. Con una nuova generazione di abitanti di Dubai che ne ha modificato il paesaggio urbano, le cose imperdibili da fare e da vedere a Dubai seguono ora nuove rotte.
Per gli esploratori a cui piace uscire dagli schemi già tracciati e andare oltre la prima impressione, ecco qui una lista delle cose essenziali da fare e da evitare, che permetteranno ai visitatori di scoprire la città in modo alternativo.
Per gli epicurei abituati a scoprire nuove destinazioni attraverso la gastronomia, Dubai è il non plus ultra dei sapori, con ristoranti di chef stellati Michelin provenienti da tutto il mondo. I soliti noti – Bread Street Kitchen di Gordon Ramsey, Junoon di Vikas Khanna, Stay di Yannick Alléno e Nobu di Nobu Matsuhisa, per citarne alcuni – sono sicuramente in cima alla lista delle visite imprescindibili), ma Dubai offre anche tutta una serie di proposte di cucina emiratina.
Una nuova generazione di chef locali si sta impegnando al massimo, mixando insieme l’eredità culinaria degli Emirati con suggestioni internazionali. Per i visitatori, ciò ha la valenza di nuove scoperte, sia a livello di sapori che di piatti, come ad esempio l’harees, il tharīd, l’ouzi e l’immancabile karak chai, tutti elaborati nelle cucine degli Emirati quali Al Fanar, Klayya Bakery and Sweets, Bait 1971 e Milas.
Il tour Frying Pan Adventures offre inoltre l’esperienza “Pellegrinaggio sulle orme dei sapori del Medio Oriente” che comprende specialità emiratine, palestinesi, libanesi ed iraniane e offre anche un pellegrinaggio “del cibo” del Medio Oriente che permette di assaporare specialità emiratine, palestinesi, libanesi e iraniane. Il tour costa 108 € e prevede una un percorso che si snoda lungo 2,8 km, dura più di quattro ore e offre l’opportunità di assaggiare piatti regionali speciali e acquistare zafferano, baklava, biscotti arabi, datteri iraniani, sciroppi di melagrana e noccioline.
I più golosi possono anche partecipare a divertenti corsi di cucina – come quello alla Culinary Boutique – in cui la cucina locale è proposta nel menu.
Una passeggiata per Alserkal Avenue è un must per ogni esteta in visita. Da opere di artisti contemporanei a esposizioni di collezionisti a mostre in gallerie d’arte, questa hub creativa è colma di ogni sorta di creazioni e ispirazioni artistiche. Per coloro che cercano un’esperienza artistica più coinvolgente, tra le numerose gallerie c’è anche l’opportunità di creare la propria opera d’arte in occasione di una sessione di pittura al thejamjar. Con una disponibilità illimitata di colori, la tua tela e un ambiente rilassato, lo spazio contribuisce a far sì che ci si diverta e a la propria opera d’arte, che si potrà portare a casa –souvenir alternativo da Dubai. Per le persone che hanno una predisposizione per il teatro, invece, il vicino Courtyard Playhouse è il palcoscenico perfetto per scoprire i talenti locali, che improvvisano sketch e spettacoli teatrali.
I fashion-addicted sanno che gli arabi si stanno imponendo sempre di più nel business della moda. Dalla moda islamica basic ai meravigliosi abaya, capi versatili in grado di essere inseriti in qualsiasi guardaroba, gli stilisti arabi stanno arricchendo la moda a livello mondiale con creazioni uniche e Dubai è emersa come hub di talenti locali, avendo coltivato talenti in grado di celebrare lo spirito in parte vivace, in parte riservato della città. Per coloro che desiderano discostarsi dai soliti brand internazionali, designer locali quali Ayten Al-Khayat (Raw by Ayten), Yasmin Al Mulla (YNM), Huda Al Nuaimi (Huda Al Nuaimi), Ahmad Al Sayed e Saleh Al Banna (House of Nomad) offrono sfilate di moda dai tratti mediorientali ma con una spiccata attitudine globale.