Solimeno (IBAR): “Compagnia aeree non sono un bancomat”

IBAR Neri Solimeno“Le compagnie aeree non possono essere più considerate il bancomat a cui attingere per esigenze di fiscalità generale o per investimenti sulle infrastrutture che competono ad altri”. Lo ha dichiarato il presidente di IBAR, Umberto Solimeno, nel corso della presentazione del Rapporto sull’andamento del traffico aereo in Italia nell’ultimo anno.
IBAR, ha fatto sapere Solimeno, “tutelerà in tutte le sedi – sia nazionali che europee – gli interessi dei vettori e dei consumatori contro ogni ulteriore aggravio impositivo su un settore di vitale importanza per l’economia del Paese”.
La tassazione eccessiva quindi, è nel mirino dei vettori, come dimostrano le recenti decisioni di Ryanair che effettuerà tagli in Italia proprio per questo motivo.
“Ma sono soprattutto le compagnie che operano sull’intercontinentale ad essere preoccupate – ha aggiunto il presidente di Ibar – Negli ultimi 15 anni le tasse sono aumentate del 222%. La Iata ha stimato che la nuova tassa provocherà la perdita di 750mila passeggeri ogni anno e di 2.300 posti di lavoro». Il motivo è semplice: sempre secondo la Iata, sul prezzo complessivo di un biglietto nazionale, la tassazione arriva a pesare per il 42,2%, su uno internazionale per il 25% e su un intercontinentale per il 20%”.
Dal rapporto presentato a Milano dal segretario generale dell’associazione si evince, secondo quanto evidenziato dal segretario generale Luciano Neri, “un buon andamento dei volumi accompagnato da un costante calo delle tariffe”.
A fare la parte del leone, ha spiegato Neri, è stata l’Asia. A crescere, è stato soprattutto il sub-continente indiano che ha registrato un +8,1%, seguito dall’Asia continentale (+ 6,1%) e il Sud-Est asiatico (+5,8 %).
A ovest – soprattutto grazie alla buona performance del Sud America (+6,5%)  – i volumi complessivi rimangono sostanzialmente stabili (-1%).
Guardando più a sud rispetto alla Penisola, a causare un calo nei flussi verso l’Africa settentrionale (-11,7%), è stata l’instabilità geopolitica. Una instabilità che nel corso del 2015 si è fatta sentire anche sui risultati dell’intero continente (-4,9%) e che per converso si è riverberata positivamente sulla performance dell’Europa meridionale.
In Italia, invece, continua il travaso di traffico a vantaggio dell’Alta velocità ferroviaria, facendo così registrare un -3.3%.
Sul fronte tariffario, nel 2015 il calo del costo medio dei biglietti per viaggi intercontinentali si attesta al 2,9% e raggiunge il 4,3% in ambito Europeo.