Siciliatravel, prosegue il calo delle agenzie di viaggi ma cresce il numero degli alberghi nell’Isola
Prosegue il calo delle agenzie di viaggi in Sicilia e cresce, seppur di poco, quello degli alberghi, le cui strutture ricettive di tre, quattro e cinque stelle raggiungono quasi quota 102.000 posti letto. I dati sono quelli riportati nella nuova edizione di Siciliatravel, la directory del turismo siciliano che verrà presentata e distribuita gratuitamente agli operatori turistici che partecipanti a Travelexpo, il Salone internazionale del turismo che si apre domani 19 aprile all’Hotel Città del Mare di Terrasini per concludersi domenica 21 aprile. “Anche quest’anno – spiega Toti Piscopo, amministratore della Logos srl che edita Siciliatravel – le agenzie siciliane subiscono un’ulteriore contrazione passando dalle 992 del 2012 alle 945 di quest’anno distribuite a macchia di leopardo sul territorio. Un calo costante e ormai in corso da qualche anno, se si pensa che nel 2011 erano 1.030 e nel 2010 1.063. In pratica, in quattro anni il calo è stato di poco superiore all’8%. In Sicilia, come peraltro avviene su tutto il territorio nazionale, si registra anche una flessione dei network mentre cresce la concorrenza da parte delle Olta e la categoria continua ad essere vittima del fenomeno dell’abusivismo e di illeciti diffusi”. Diversa la situazione nel settore alberghiero, dove continua a crescere il numero di hotel a 3, 4 e 5 stelle. In un anno, infatti, sono state rilevate altre otto strutture ricettive, alcune di piccole dimensioni. Nel 2012 erano 729 gli alberghi, mentre quest’anno sono 737 per un totale complessivo di 101.905 posti letto. Ovviamente tale rilevamento non include gli alberghi ad una e due stelle e l’ospitalità alternativa quale b&b, agriturismi, affittacamere e residence che contribuiscono ad alimentare l’offerta ricettiva. “Nonostante i numeri con il segno positivo – osserva Piscopo – anche il settore alberghiero non attraversa il suo periodo migliore, sottoposto ad una pressione fiscale senza precedenti e con un’offerta nettamente superiore alla domanda che non riesce ad essere sufficientemente sollecitata e motivata e di frequente scollegata rispetto a territori non sempre attrattivi, per i quali spesso la corsa alla tariffa più bassa è l’unica strategia di marketing individuata”.