“La ricaduta della manifestazione VisiTuscia sul territorio di Viterbo e provincia è stata superiore ad ogni aspettativa: dopo aver partecipato a questa Borsa del Turismo, il 30% degli operatori ha messo nella programmazione la visita dei nostri territori”. Vincenzo Peparello, ideatore ed organizzatore di VisiTuscia, la Borsa del Turismo della provincia di Viterbo che si è appena conclusa a Viterbo, è soddisfatto dei risultati ottenuti. “I turisti che arrivano nel viterbese sono soprattutto tedeschi ed olandesi, ma ci sono anche, da qualche anno, inglesi, austriaci, francesi. Ora vogliamo far conoscere questo territorio ai popoli dell’Europa dell’Est”, spiega Peparello, che non sembra troppo convinto della necessità di aprire un aeroporto a Viterbo. “Bisogna potenziare la rete stradale ed autostradale – ragiona – e, prima ancora, creare una linea ferroviaria veloce con Roma, una sorta di metropolitana, in modo che i turisti che arrivano nella capitale possano, in 45 minuti, essere a Viterbo, visitarla per un giorno e tornare, la sera, nella Capitale. Oggi per arrivare da Roma a Viterbo, in treno, servono quasi due ore, veramente troppe. E un aeroporto pronto nel 2020 lascia il tempo che trova”. A Viterbo e provincia sono disponibili, complessivamente, circa 15.000 posti letto, di cui 7.000 negli alberghi, 2.500 negli ultimi quattro anni sono nati negli agriturismo, altri 2.000 nelle dimore storiche ed altrettanti nei bed & breakfast. “Il nostro problema è la stagionalità – spiega Peparello – Bisogna allungarla e fare sì che nel viterbese ci sia un turismo alla portata di tutti per tutto l’anno”. Il successo di VisiTuscia sta nel partenariato pubblico-privato: Provincia, Camera di Commercio e Regione Lazio hanno lavorato in sintonia con buyer ed operatori del turismo. Quest’anno VisiTuscia ha puntato sul turismo enogastronomico: accanto a tutte le altre tipologie di prodotto che il territorio può offrire (culturale, religioso, lacuale, termale, marino e ambientale), tutte trasversali fra loro, è quello enogastronomico, infatti, che sta dando i maggiori risultati in termini di incremento dell’incoming (30%) con una ricaduta sugli operatori interessati pari al 9,6% dell’offerta.
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