“È un passaggio fondamentale perché cominciamo a dare impulso ad un settore che aveva mille lacci e lacciuoli burocratici per potere avviare le proprie attività ricettive”. Così il presidente della commissione Turismo della Regione Lazio, Eugenio Patanè, primo firmatario della proposta di legge consiliare di modifica della Legge regionale sul turismo. “L’introduzione della Scia facilita molto e corrispondentemente a questo c’è anche una delega da parte della Regione su alcune materie di competenza delle Province che adesso passano ai Comuni – ha aggiunto – Non siamo entrati nell’architettura istituzionale, cioè cambiare tutte le funzioni; sarebbe stato impossibile perché implica tutto un lavoro di riordino”. Il consigliere Pd ha sottolineato che “abbiamo toccato alcuni aspetti che prima erano attività legalizzate pur non essendo legali. Il fatto, per esempio, che i non alloggiati potessero usufruire della somministrazione della ristorazione degli alberghi è una cosa che accadeva tutti i giorni, ma non era legale. Con questa Legge, ove previsto dalla normativa vigente, consentiamo che i non alloggiati possano avere la somministrazione della ristorazione. Poi abbiamo inserito l’obbligo di esposizione dei prezzi massimi non solo sulle stanze, ma anche sul web”.
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