Papagni (Assobalneari Roma): Ostia fa schifo

“Quest’estate il turismo balneare sul litorale romano ha avuto un calo del 30%. C’è stata inoltre una riduzione dei consumi del 25%”. I dati sono forniti dal presidente di Assobalneari Roma, Renato Papagni, che si domanda: “Come mai nemmeno l’1% dei venti milioni di turisti di Roma arrivi ad Ostia?”. Per Papagni la risposta è “nell’offerta di bassa qualità gestita da un’amministrazione locale interessata a soddisfare innanzitutto i bisogni della cittadinanza. Con il risultato di proporre un prodotto da borgata. Ostia fa schifo – prosegue – è brutta, sporca e trasandata. Si sono spesi soldi per abbellire le aiuole del lungomare e adesso dopo pochi mesi sono indecenti. Come possiamo fare un risultato economico con un disastro del genere? L’amministrazione comunale deve vietare all’amministrazione locale di intersecarsi su questioni che riguardano le grandi strategie di comunicazione e programmazione turistica. Il Comune deve fare un progetto turistico che trasformi questa borgata senza infrastrutture e servizi in una città turistica. Perché rispetto alla città le strutture balneari di Ostia sono troppo belle. Come esci fuori però c’è un immondezzaio – denuncia Papagni – Hanno distrutto anche quel po’ di qualità che negli anni abbiamo con sforzo messo in piedi con il rilancio del prodotto mare Ostia: prima negli anni Novanta, poi nel 2000. Quest’anno il Premio Roma è stato l’unico esempio di valore culturale, per il resto si è offerto un prodotto da borgata: porchetta e giochi da fiera. Aridatece i fagottari – provoca Papagni – Negli anni ’60 almeno c’era spontaneità. Oggi siamo assaltati da gente di basso livello, al mare come in discoteca. Il sistema di migliori discoteche, infatti, si è spostato da Ostia all’Eur, e le spiagge libere cittadine sono affollate ai limiti delle norme di sicurezza e con un solo bagno a disposizione per centinaia di persone”.