L’enogastronomia è protagonista nella scelta del viaggio per i due terzi di operatori e agenzie di viaggi europei. A stabilirlo è una ricerca del network Pangaea, costituito da agenzie di consulenza marketing, presentata da Aigo, società di consulenza marketing. Il 38% degli intervistati ha dichiarato che è in atto un incremento considerevole di questa domanda turistica, mentre il 40% sostiene che tale ambito si è molto stabilizzato negli ultimi anni. Tra gli italiani è diffusa l’opinione che il settore sia cresciuto poco. In generale, comunque, il turismo enogastronomico rappresenta oggi più del 10% delle vendite di pacchetti ad hoc. La ricerca Pangaea evidenzia che il 26% delle vendite di proposte enogastronomiche avviene attraverso le agenzie di viaggi, mentre internet è un’opzione scelta solo dal 22% dei viaggiatori. Di recente, poi, si è andata consolidando la tendenza ad acquistare package enogastronomici combinati con altre motivazioni di viaggio, quali ad esempio il benessere (17% di share nelle vendite) e lo shopping (11%). La ricerca ha inoltre rilevato quali sono i fattori chiave che rendono appetibile un pacchetto di turismo enogastronomico: innanzitutto le visite a cantine, mercati e fabbriche dei produttori locali (29%), poi la possibilità di acquisto di prodotti locali (26%) e, ancora, eventi a tema enogastronomico (20%); in crescita i laboratori di cucina (13%), dove i viaggiatori vengono coinvolti nell’elaborazione di piatti tipici o addirittura nella preparazione del vino. La durata preferita per questo tipo di soggiorni enogastronomici da parte dei cosiddetti ‘food traveler’ è di 2/3 giorni, mentre il 23% indica una settimana di permanenza e soltanto l’8% indica una sola giornata. Coppie e gruppi di amici sono le componenti più frequenti, mentre l’età media oscilla tra i 35 e i 55 anni. Sorprendente, infine, la risposta fornita dagli operatori europei in merito all’eventualità di combinare pacchetti enogastronomici con la visita all’Expo 2015 di Milano: il 41% degli intervistati ha infatti risposto che non proporrà questo mix. Dagli operatori italiani è giunta invece una risposta diversa: quasi il 60% ha dichiarato che promuoverà l’Esposizione universale anche attraverso package realizzati ad hoc e combinati con varie tipologie di turismo.
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