No del Tribunale Ue al ricorso di Ryanair contro il salvataggio Alitalia

Il Tribunale dell’Unione europea ha respinto un ricorso della low cost irlandese Ryanair alla Commissione Ue contro il salvataggio di Alitalia, confermando così le decisioni prese nel 2008 dall’esecutivo comunitario riguardo al piano di rilancio della compagnia di bandiera. In particolare, i giudici di Lussemburgo hanno confermato l’illegalità del prestito ponte da 300 milioni di euro erogato all’Alitalia, ma soprattutto la mancanza di continuità economica tra la ‘vecchia’ e la ‘nuova’ Alitalia, ovvero tra la compagnia di bandiera e gli acquirenti dei suoi asset, cioè la Compagnia Aerea Italiana (Cai). Un particolare rilevante, questo, poiché, come ha sottolineato la stessa Alitalia, l’aiuto non deve essere restituito da Alitalia Cai, bensì dalla vecchia compagnia aerea. Ma la Ryanair è stata sconfitta anche su un altro fronte, poiché il Tribunale ha inoltre autorizzato la vendita dei beni di Alitalia, un’operazione che secondo la compagnia aerea irlandese rappresentava di per sé un aiuto. La compagnia aerea irlandese, infatti, aveva argomentato che la vendita, essendo stata implicitamente subordinata alla condizione della nazionalità (italiana) dell’acquirente, aveva implicato una diminuzione del prezzo. Ryanair esce quindi sconfitta dal duello giudiziario contro la Commissione europea, poiché il suo ricorso è stato respinto su tutta la linea dal Tribunale Ue. Il Tribunale “conferma la nostra decisione, la correttezza della nostra analisi sull’assenza della continuità economica tra la vecchia Alitalia e Cai”, ha commentato il commissario Ue alla Concorrenza, Joaquin Almunia. “Sono molto soddisfatto per la decisione del Tribunale Ue che conferma la validità e l’impostazione giuridica della mia impostazione sul caso Alitalia quando ero commissario ai Trasporti – ha detto da parte sua il vicepresidente della Commissione Ue e responsabile per l’Industria Antonio Tajani – Con quella decisione che il Tribunale valorizza, abbiamo dato vita ad un nuovo modello europeo di compagnia aerea privata al posto del vecchio modello della compagnia pubblica, i cui debiti ricadevano sempre sulle spalle dei cittadini – ha aggiunto Tajani – Grazie a quella decisione della Commissione, le cose sono cambiate ed i privati possono essere protagonisti di un sistema di ampia concorrenza”. “Ryanair ha fatto ricorso alla Corte di Giustizia Europea pretendendo che la restituzione dei 300 milioni venisse imputata non ad Alitalia in Amministrazione Straordinaria, bensì ad Alitalia-Compagnia Aerea Italiana, quindi non all’azienda che ha beneficiato del prestito, bensì a quella nata successivamente, sostenendo che anche le modalità di nascita della nuova Compagnia potessero configurare una forma di aiuti di Stato – ha ricordato Alitalia-Cai in un comunicato – L’azione di Ryanair era evidentemente finalizzata a creare un pregiudizio economico ad Alitalia-Cai”.