Nasce osservatorio congressi ed eventi

Mario BuscemaNasce l’Osservatorio italiano dei congressi e degli eventi. Grazie a un accordo tra Federcongressi&eventi e Università Cattolica, Aseri(Alta Scuola di Economia e Relazioni Internazionali diretta da Vittorio E. Parsi) realizzerà un nuovo studio statistico sulla meeting industry italiana. L’Osservatorio italiano dei congressi e degli eventi è un nuovo progetto che nasce su basi e con modalità diverse rispetto al vecchio Osservatorio congressuale italiano promosso per anni da Meeting&Congressi e dal Convention Bureau della Riviera di Rimini. Il progetto sarà realizzato dal gruppo di ricerca coordinato da Roberto Nelli, il quale ha maturato una profonda conoscenza del settore grazie a ricerche sull’impatto economico dei congressi internazionali a Milano e di benchmarking sui centri congressi internazionali.

Obiettivi e metodo

Il mondo dei congressi e degli eventi in Italia soffre da lungo tempo della disattenzione delle istituzioni e della conseguente mancanza di investimenti adeguati. Difficile, per gli operatori, ottenere maggiore considerazione in assenza di dati che provino l’effettivo valore del settore. Queste le principali motivazioni per cui Federcongressi&eventi ha avviato il nuovo progetto, che ha precisamente l’obiettivo di fornire informazioni utili e affidabili alle imprese della meeting industry italiana ed alle istituzioni. La prima edizione di questo nuovo Osservatorio intende censire la quantità e la tipologia delle strutture disponibili in Italia e misurarne la produzione. Un successivo obiettivo è la misurazione delle ricadute economiche degli eventi sulle destinazioni. Lo studio si avvale di una banca dati relativa alle strutture italiane che ospitano eventi, messa a disposizione di Federcongressi&eventi dalla rivista Meeting&Congressi ed integrata da alcune regioni e altri enti territoriali. La rilevazione viene effettuata on line attraverso un questionario proposto ai gestori di strutture di tutti i generi: centri congressi, sedi alberghiere, dimore storiche, sedi istituzionali ed inusuali. I primi a venire interpellati già dai primi giorni di giugno saranno i soci di Federcongressi&eventi e successivamente tutti gli altri operatori, che riceveranno una email dall’Università Cattolica con un link al sito dove potranno inserire le informazioni relative alla propria struttura ed all’attività ospitata nel 2014. Le informazioni richieste sono semplici, la compilazione è veloce e può essere effettuata anche in momenti successivi. I dati forniti saranno trattati in forma anonima esclusivamente dal team di ricerca dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, con impegno alla riservatezza. Federcongressi&eventi desidera sensibilizzare gli operatori sull’importanza di quest’operazione, primo passo per dotare la meeting industry di un importante strumento per l’attività delle aziende e che per andare a buon fine necessita della collaborazione attiva di tutti coloro ai quali giungerà il questionario. La ricerca, riferita all’anno 2014, sarà pubblicata e presentata in autunno. Ne seguiranno presto altre edizioni, volutamente a breve termine per ridurre il più possibile il divario temporale tra il periodo oggetto della ricerca e quello della sua pubblicazione. L’obiettivo è di arrivare già all’inizio del 2016 a presentare i dati relativi al 2015. Proprio in funzione di questa continuità d’indagine, l’accordo di collaborazione tra Federcongressi&eventi e l’Università Cattolica prevede il rinnovo per i prossimi anni. Alla ricerca fornirà il proprio supporto tecnico Federcongressi&eventi.

La soddisfazione di Buscema

“Saluto con grande soddisfazione questa collaborazione con l’Università Cattolica – ha dichiarato Mario Buscema (nella foto), presidente di Federcongressi&eventi – che sicuramente darà luogo a un benchmark negli studi di settore e ci consentirà di colmare al meglio un gap informativo che da troppo tempo divide la nostra meeting industry da quelle straniere. In Aseri abbiamo individuato un partner d’eccellenza assoluta, non solo in Italia, che contribuirà a dare al nuovo Osservatorio Italiano dei Congressi e degli Eventi un valore autenticamente europeo”.