Questo Giubileo si aprirà sotto il segno del decentramento. “Il fatto che Sua Santità abbia voluto ampliare la partecipazione dei devoti credenti e non, consentendo di ottenere l’ammenda dei propri peccati persino nella parrocchia vicina, comporta una considerazione pratica: non si dovrebbero registrare grandi affluenze sulla città; perlomeno non nelle misure che di tanto in tanto si leggono sui media”. Lo precisa Giancarlo Mulas, presidente dell’Ente Bilaterale del Turismo del Lazio. L’Osservatorio EBTL stima per il 2015 arrivi dei turisti per 14 milioni di unità che diventeranno poco più di 17 milioni con l’hinterland. Secondo le ricerche svolte dall’Ente sulle motivazioni che spingono il turista a visitare la Capitale, quella religiosa interessa solo il 4% dei turisti, cioè quelli che alloggiano nelle strutture ricettive dove la loro rilevazione è sancita dalle vigenti disposizioni in materia di sicurezza ed ordine pubblico. “E’ infatti importante il distinguo fra turista, che secondo le convenzioni internazionali è colui che si reca in una località dove trascorre almeno una notte nelle strutture ricettive – aggiunge Mulas – e l’escursionista che invece non pernotta in alcuna struttura ricettiva e rientra in giornata nel suo luogo di residenza abituale. Il pellegrino può diventare turista ma per la maggior parte resta assimilato all’escursionista e come tale risulta, quindi, difficilmente censibile”. Nel Lazio, a parte quelli rilevati ed elaborati da EBTL, anche per conto del Comune di Roma Capitale, non esistono dati. Istat, infatti, è ferma per le Province di Rieti, Viterbo, Frosinone e Latina a quelli 2011 ed altrettanto dicasi per Eurostat. Poiché si tratta di poli turistici particolarmente rilevanti per la tipicità articolata dall’offerta turistica complessiva, EBTL ha deciso di ampliare la rilevazione ed elaborazione dati anche alle dette località a partire dal 2016.
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