“È da due anni che chiedo di andare da Parigi a Bruxelles con una tariffa di 52 euro in prima classe, ma non ho risposte”. È questo il caso riportato dall’amministratore delegato delle Fs Mauro Moretti, che dimostra come la strada delle liberalizzazioni del servizio ferroviario in Europa sia ancora lunga ed in salita. Per Moretti, infatti, “i problemi veri non vengono ancora toccati” e dall’Europa, su questo fronte, non ci sono che “balbettii”. “Se vogliamo una vera liberalizzazione, non può essere che ogni singolo Paese abbia una sua interpretazione. I camion, gli aerei passano i confini con le stesse regole, ma i treni no. È questa – ha detto Moretti – la vera questione forte della politica europea in materia di liberalizzazioni. Ci vogliono standard identici in tutto il comparto europeo. Ci deve essere uno stesso sistema che regoli le emissioni di certificati di sicurezza e licenze. Ci deve essere la standardizzazione del materiale rotabile e – ha incalzato ancora Moretti – ci devono essere regole di accesso uguali per tutti, regolatori uguali per tutti, coordinati da un regolatore europeo. Ma su questo vedo solo balbettii”. Moretti si è poi soffermato sul nodo della separazione della rete dall’impresa di trasporto. “In Gran Bretagna stanno tornando indietro perché questa separazione ha comportato un aumento dei costi”. E, inoltre, ha detto, “vediamo che dove la liberalizzazione non funziona c’è la separazione, dove invece la liberalizzazione funziona, come in Italia e Germania, non c’è la separazione”.
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