La crisi egiziana costa ai tour operator 80 milioni di euro

Presidente Nardo FilippettiCirca ottanta milioni di euro di giro d’affari. È questa la stima presentata in Italia dai tour operator che operano nel Paese all’indomani della comunicazione di “sconsiglio” della Farnesina, emesso dopo Ferragosto e valido fino a metà settembre. Lo riporta ‘Il Sole 24 Ore’ di sabato 24 agosto. La previsione è calcolata “alla luce di un blocco pressoché totale dei viaggi verso questa destinazione fino alla fine di dicembre, ma potrebbe peggiorare se la crisi proseguisse nei mesi successivi”. L’Egitto rappresenta per l’Italia la prima meta di vacanza per numero di viaggiatori. Nel 2012, per esempio, i principali operatori attivi sul Paese hanno generato un giro d’affari di circa 280 milioni, cifra che, se la crisi compromettesse il mercato fino all’agosto prossimo, potrebbe dare un’indicazione sulla misura del danno annuale per il settore. “Dopo i disordini egiziani che hanno portato il ministero degli Esteri a sconsigliare i viaggi nel Paese, le situazioni in cui si sono trovati i passeggeri che avevano scelto quella destinazione sono state due – scrive il quotidiano di Confindustria – diverse migliaia di persone si trovavano già in Egitto e, rispettando i tempi previsti (nella maggioranza dei casi) sono tornate (o stanno tornando) in Italia; altrettante persone avrebbero dovuto partire all’indomani della comunicazione e hanno invece dovuto rinunciare al viaggio o cambiare destinazione. Guardando agli eventi dalla parte degli agenti di viaggi e dei tour operator, le situazioni che si sono create sono altrettante: nel primo caso gli operatori hanno dovuto riportare in patria i clienti facendo viaggiare aeromobili vuoti all’andata e registrando quindi un alto costo per l’operazione; nel secondo caso, invece – quando possibile – hanno cercato mete alternative – affrontando comunque costi per le camere non utilizzate in Egitto -, oppure hanno dovuto (o dovranno) rimborsare i clienti, come recita il codice del turismo, entro una settimana. Tutte situazioni che hanno generato un costo aggiuntivo. Con quali conseguenze? Dipenderà dalla forza dei singoli operatori e dalle prospettive dei prossimi mesi, non essendo presenti in Italia meccanismi di tutela per il settore”. “Da tempo gli operatori – spiega Nardo Filippetti, presidente di Astoi Confindustria Viaggi – insistono sulla necessità di istituire un fondo di garanzia per creare un salvagente da utilizzare nei casi di emergenza straordinaria, ma ancora nulla è stato fatto. Oggi quindi, a una situazione già pesante per il turismo si aggiunge l’emergenza Egitto, per la quale gli operatori pagheranno danni troppo pesanti”.