Isnart, bene il turismo sociale ed associato con incremento del 9,8% delle vacanze e del 22,8% del volume d'affari
A fronte di un decremento del 2,6%, fatto registrare dal turismo italiano nel 2011, il turismo sociale ed associato, ossia quello che si avvale dei circuiti dei cral aziendali, delle parrocchie ed organizzazioni religiose, delle scuole, dei circoli culturali e sportivi e del comune di residenza, fa registrare un incremento del 9,6% nel numero di vacanze e del 22,8% nel fatturato. È quanto emerge da un’indagine condotta dall’Isnart (Istituto Nazionale di Ricerche Turistiche) in collaborazione con l’Osservatorio Italiano del Turismo Sociale ed Associato presentata nel corso del convegno ‘I Buoni Vacanza per un rilancio del Turismo’ a Viterbo, presso la sala Regia del Palazzo Comunale. Il volume d’affari complessivo stimato dal turismo sociale ed associato (Tsa) è stato lo scorso anno di 1,4 miliardi di euro per un numero di 2,3 milioni di vacanze. La spesa media è stata di 584 euro con una maggiore incidenza per quella effettuata all’estero (circa 930 euro) rispetto a quella effettuata in Italia (circa 420 euro). Nonostante siano le destinazioni italiane quelle più scelte dal turista (con un peso del 66% circa sul totale del Tsa), quasi il 34% delle vacanze si svolge all’estero, quota che supera la media generale registrata nel complesso delle vacanze d’oltreconfine che si attesta sul 20,6%. All’interno di questo circuito un ruolo decisivo viene svolto dai giovani tra i 15 ed i 24 anni, che per effettuare una vacanza si affidano soprattutto alla scuola a cui si accompagna una quota rilevante di adulti tra i 35 ed i 44 anni che utilizza i cral aziendali. Il rapporto rileva inoltre che nel 2011 sono state oltre 3.000 le imprese italiane ricorse al circuito del turismo sociale ed associato per promo-commercializzarsi in rappresentanza del 4% delle imprese presenti sul territorio, in lieve calo (-2,1%) rispetto al 2010. Nello specifico, tra i canali utilizzati dalle imprese, i cral si posizionano in prima fila (5,4% sul totale degli operatori), in crescita del 3,6 punti percentuali. A livello territoriale, il ricorso al circuito dei viaggi organizzati da parte delle imprese è maggiore nel Centro-Sud e nelle Isole dove le percentuali sono rispettivamente del 5,2% e del 5,8%. In questa parte d’Italia prevale il ricorso ai cral ed in seconda battuta alle associazioni sportive. In ogni caso, anche laddove il ricorso a tale soluzione è meno presente (in generale nel Nord Italia), i cral rappresentano una piattaforma per allargare il network delle imprese a supporto dello sviluppo turistico. Il turismo sociale ed associato si conferma, inoltre, uno strumento estremamente incisivo per destagionalizzare i flussi turistici. Se nel complesso i soggiorni si concentrano in estate (quasi il 40% tra giugno e agosto), nel caso del Tsa la stagione viene anticipata con il 13% delle vacanze in aprile (solo il 9,5% in media) e l’11,3% a maggio (solo il 6,5% in media). Di contro, a luglio, il peso delle vacanze si limita al 7,4% (10,9% in media), mentre agosto movimenta una quota dell’11,9% rispetto ad una media generale del 17,6%. Tra i canali di organizzazione delle vacanze, in testa troviamo le scuole (25,4%) e le organizzazioni religiose (20%) che, insieme alle parrocchie (15,7%), rappresentano sempre di più un punto di riferimento per i turisti. In particolare, le vacanze pianificate dalle organizzazioni religiose crescono del 26,4%, mentre quelle attivate dalle parrocchie del 47,4%. Tra le principali destinazioni, emergono le città e le località di interesse culturale (47,3%) seguite dalle destinazioni balneari (29,3%) e dalla montagna (15,7%). La vacanza organizzata tramite il circuito del Tsa si svolge principalmente sul territorio nazionale con oltre 1,5 milioni di vacanze pari al 66% dell’intero movimento. Verso l’Italia, i principali canali di organizzazioni sono rappresentati dalle associazioni culturali (21% dei viaggi), da quelle religiose (20,4%), dalle parrocchie (18%) e dalle scuole (15,6%). Per i viaggi all’estero i principali canali sono invece rappresentati dalle scuole (44,7%) seguite dall’organizzazione religiosa (19,2%). Per quanto concerne invece le destinazioni, la Spagna (13,7%) ed il Regno Unito (12,8%) rappresentano quelle più appetibili. Quanto alla capacità di spesa del turista che si avvale di questo circuito, nel 29,8% dei casi ha un reddito mensile compreso fra i 775 ed i 1550 euro, nel 29,8% dei casi compreso fra 1.550 ed i 2.840 euro ed il 23,3% dei casi oltre quest’ultima somma, dimostrando una volta di più che non si tratta affatto di un turismo ‘povero’ come spesso, erroneamente, si è portati a credere.