Nel mese di aprile il Veneto ha registrato una riduzione delle presenze turistiche del 3,5%, in particolare del 3,6% italiane. In maggio la contrazione è stata dello 0,1%; gli italiani sono diminuiti dell’8,5% italiani, mentre gli stranieri sono aumentati del 5,5%. Nel mese di giugno, la percentuale degli italiani in vacanza è ulteriormente diminuita a fronte di una crescita di turisti stranieri non tale, però, da compensare le perdite del mercato interno (fatta eccezione per le città d’arte). Mancano ancora due mesi alla fine della stagione: pochi, ma decisivi, mesi centrali nei quali ovviamente gli operatori del settore turistico confidano. “Tutto purtroppo ampiamente previsto e preannunciato – commenta il presidente di Federalberghi Veneto Marco Michielli – D’altronde, in considerazione di un periodo di recessione così prolungato, non si poteva pensare che il nostro settore passasse indenne. La preoccupazione è ormai volta al 2013, quando anche la concorrenza internazionale si ripresenterà più agguerrita, mentre il trend di aumento dei costi sulle nostre strutture non accenna a diminuire. Speriamo che il Governo scongiuri almeno l’aumento dei due punti dell’Iva”. I dati raccolti dal settore delle città d’arte di Federalberghi Veneto indicano una sostanziale tenuta fino a tutto il mese di maggio 2012; un trend che, secondo le previsioni, dovrebbe confermarsi anche nei mesi estivi. Anche qui a soffrire di più sono gli italiani, in calo di meno del 10% rispetto agli anni passati, ma compensati da un identico aumento percentuale dei turisti stranieri. In tutte le città d’arte del Veneto, in particolare a Venezia e Verona, la crisi sta pesando decisamente meno rispetto alle località di mare e montagna.