E-commerce, quando il turismo gioca la parte del leone. Il settore, infatti, ha un peso di circa il 45%, equivalente a 4,9 miliardi, e conosce un incremento del 13% sul 2012 a fronte di una crescita più generale del 18%, con vendite on line che sfiorano gli 11,3 miliardi di euro solo per l’e-commerce italiano. La conferma viene dai dati del XII rapporto annuale dell’Osservatorio eCommerce b2c che la School of Management del Politecnico di Milano, in collaborazione con il consorzio Netcomm, presenta oggi. Le vendite da siti italiani ad acquirenti esteri superano i 2 miliardi di euro (+28%), trainato prevalentemente da turismo (55%) ed abbigliamento (32%). Secondo i ricercatori tra i fattori della crescita, che nel 2013 aumenta in valore assoluto di 1,7 miliardi, risultano determinanti i club on line ed i siti di couponing, ma anche l’ingresso dei retailer tradizionali. “Tanti segnali dimostrano il crescente interesse del mondo retail tradizionale e anche dei produttori per lo sviluppo del canale dell’e-commerce – spiega Alessandro Perego, responsabile scientifico dell’Osservatorio eCommerce b2c – ma ci sono ancora alcuni ostacoli di tipo culturale, oltre che logistico e organizzativo, che impediscono un decollo vero e proprio, con tassi di crescita a tre cifre”. Che i limiti siano di natura nazionale lo si evince da un confronto: nonostante i dati a segno più, le vendite on line in Italia valgono meno di un sesto rispetto a quelle del Regno Unito, che vanta per i soli prodotti un tasso di penetrazione del 12,4% a fronte dell’1,5% italiano.
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