L’incontro si apre con una vera e propria bomba di quelle pacifiche, una notizia che non può passare inosservata. La riferisce John Tanzella, presidente ed amministratore delegato di International Gay & Lesbian Travel Association che ha in Alessio Virgili (nella foto al centro tra il giornalista Alessandro Cecchi Paone e John Tanzella), direttore del tour operator Quiiky, il suo ambasciatore in Italia. “Papa Francesco ha già fissato nel suo prossimo viaggio a Philadelphia l’incontro con due famiglie arcobaleno, una lesbian e l’altra gay, ciascuna con i figli”. Tanzella è reduce con Virgili da un appuntamento importante al Campidoglio in cui c’è stato il confronto con la nuova assessora al Turismo del Comune di Roma, Luigina Di Liegro, e con la consigliera Imma Battaglia. Oggetto dell’incontro, la possibilità di inserire un’app dedicata al turismo gay nel portale della Città Eterna. Sia Tanzella che Virgili hanno parlato di massima disponibilità da parte delle istituzioni capitoline e non potrebbe essere il contrario, vista l’importanza del segmento lgtb nel turismo. Secondo gli ultimi dati di una ricerca GFK Eurisko di Mus relativa al 2014 e pubblicata quest’anno, infatti, il volume di affari generato da questo segmento si aggira tra i 2,5 ed i 2,7 miliardi di euro. “L’Italia è al secondo posto nell’immaginario, dopo l’Australia – ha affermato Virgili – e supera ogni nazione europea nonché una meta storica come il Brasile. Il dato frenante è costituito dai costi, ma il brand per il segmento lgbt è molto forte. La stessa associazione Iglta in Italia ha 80 associati, cifra che ci pone tra i primi Paesi in Europa”. I numeri, anche guardando fuori dal nostro orticello, sono impressionanti. Come evidenzia il XIX Rapporto CMI sul turismo lgbt, infatti, soltanto negli Usa l’impatto di questo genere di turismo è pari a 100 miliardi di dollari all’anno, mentre in Europa un’indagine di Gay European Tourism Association stima che i circa 22, 6 milioni di gay del Vecchio Continente abbiano una capacità di spesa turistica tra i 48 ed i 52 miliardi di euro. Tornando al XIX Rapporto, sono relax, divertimento e cultura i tre assi portanti del turismo lgbt che dopo una battuta di arresto di un paio d’anni ha ricominciato a crescere nel 2014, con un trend positivo anche nel 2015. Ora siamo al +9%, con un aumento dei frequent traveller ed il 29% dei turisti che compie almeno cinque viaggi di piacere all’anno, per un totale di dieci notti in hotel. Se i diritti civili arrancano, insomma, almeno in Italia e si spera ancora per poco, l’economia va a gonfie vele e non è difficile presagire che cambierà la mentalità di molti, specie in tempi non facili a dispetto di sbandierati proclami sulla ripresa.