Ibar, tenuta per biglietti intercontinentali

Conferenza IbarL’Ibar stamattina ha dato i numeri, ma non in senso negativo. Si tratta di una prima assoluta su scala trimestrale rispetto allo stesso periodo del 2014, come ha specificato Umberto Solimeno, presidente dell’associazione che rappresenta 55 compagnie aeree operanti in Italia. “Presentiamo una fotografia del trasporto aereo nazionale, europeo ed intercontinentale in riferimento alla biglietteria venduta attraverso il canale distributivo, pari a circa 2.500 agenzie, ed i portali on line – ha spiegato Solimeno, aggiungendo l’intenzione di ripetere ogni trimestre un’operazione simile – Lo studio esclude la parte relativa alla vendita diretta da parte delle compagnie aeree e delle low cost, che rappresentano il 46% del mercato nazionale ed europeo”. Dal rapporto del primo trimestre 2015, dunque, risulta che è in tenuta il numero dei biglietti aerei per voli intercontinentali acquistati in Italia con un calo dell’1,2%, mentre c’è una flessione pari al 4,1% del costo delle tariffe medie andata e ritorno. Il database preso in considerazione è di circa 14,3 milioni di biglietti aerei, di cui circa 4,5 milioni per viaggi intercontinentali, per un valore complessivo leggermente superiore ai 3,5 miliardi di euro. Con una crescita del 3,5%, l’Asia è al momento l’area geografica che riscuote il maggior interesse in Italia. Nord e
Sudamerica, pur risentendo in questo periodo di un andamento valutario non favorevole, mostrano una sostanziale tenuta sui volumi di acquisti nel nostro Paese con una flessione del 2%, anche se nel trimestre 2015 è esclusa la Pasqua presente invece l’anno scorso. Un dato che sicuramente influisce, come sottolineato da Solimeno. L’Africa scende dell’8% mentre cresce del 3% l’Oceania in termini comunque bassi circa i numeri complessivi. In Europa, invece, il 55% del mercato non low cost vede un -3% totale, con l’Italia a -10%. “Si tratta di un dato certamente parziale, considerando che la prima e la terza compagnia aerea nel nostro Paese sono low cost e che su 33 aeroporti ben 22 sono coperti da questo tipo di vettori”, ha chiarito il presidente di Ibar coadiuvato, nell’illustrazione dei dati, da Luciano Neri, segretario generale dell’Associazione. “Per l’intercontinentale – ha elencato Neri – un biglietto oggi costa in media 761 euro mentre era a 795 nel 2014, in Italia scende a 128 euro da 136 mentre in Europa si passa dalle 253 euro dell’anno scorso alle 230 euro di oggi. Un calo dei prezzi dovuto non al minore costo del carburante, ma alla concorrenza operata dalle compagnie low cost. Guardando infine ai
paesi più gettonati dall’Italia, emerge il dato dell’Albania che presenta un +31,8%. Solo una generazione fa la mobilità tra questo Paese e l’Italia era affidata ai barconi. Oggi è ai vertici percentuali del traffico del trasporto aereo dall’Italia”. Solimeno ha poi comunicato altri dati relativi a spesa, connettività e competitività dell’Italia per quanto riguarda il trasporto aereo: “Per spesa pro capite in biglietteria aerea, quella italiana è superiore a quella del resto del mondo, con una media di 183 dollari contro 116. Si tratta dello 0,5% del Pil nazionale. La connettività ci vede pure ben piazzati, con 236 destinazioni di 80 Paesi raggiungibili grazie a voli diretti, mentre per grado di competitività ci collochiamo al 27esimo posto su scala mondiale, al quinto per numero di vettori presenti all’interno del Paese ed al dodicesimo per l’offerta del servizio domestico. Posizioni di tutto rispetto, mentre va decisamente peggio per lo stato delle infrastrutture che ci fa scendere al 67esimo posto “. Qualche gradita sorpresa, quindi, ma anche vecchie conferme.

Tornando al rapporto,

I numeri:
Prosegue poi la discesa delle tariffe: