Finmeccanica pronta a cedere AnsaldoBreda. E non esclude l’addio all’intero settore ferroviario qualora i potenziali acquirenti fossero interessati anche ad Ansaldo Sts (segnalamento), considerato tra i gioielli del Gruppo. La decisione rientra in un piano cessioni di attività del Gruppo da 1 miliardo di euro approvato dal consiglio d’amministrazione ed illustrato ieri dall’amministratore delegato Giuseppe Orsi alla comunità finanziaria. Da parte di Finmeccanica c’è “l’impegno assoluto”, ha detto Orsi, a deconsolidare AnsaldoBreda, la controllata che produce treni che tra il 2004 ed il 2010 ha perso circa 800 milioni. Già nella semestrale si era parlato di vendita della controllata che dal primo settembre ha anche un nuovo management. Nuove voci di vendita sono tornate a circolare a metà settembre con il nome di un possibile acquirente (l’americana General Electric), ma allora la società aveva precisato che per una strategia sui trasporti bisognava attendere l’esame in atto. Ora la strategia c’è ed è stata messa nero su bianco: “È stato definito – si legge nel comunicato – un piano di ristrutturazione di AnsaldoBreda con l’obiettivo di finalizzare una partnership strategica e industriale per sostenere il rilancio della società e consentire il progressivo deconsolidamento della stessa dal perimetro del Gruppo”. Orsi ha anche annunciato che sono già in corso “colloqui con alcuni player internazionali”. Ma il gruppo di Piazza Montegrappa non esclude la cessione dell’intero settore ferroviario qualora i potenziali acquirenti di AnsaldoBreda “esprimessero interesse” anche per il settore del “segnalamento” in cui opera Ansaldo Sts, ha detto Orsi, precisando che la controllata che produce treni potrà essere “appetibile anche da sola, soprattutto quando sarà ristrutturata”. L’idea è di “poterla ristrutturare in modo energico in due-tre anni, riportandola in termini positivi”. Nel frattempo il piano per la ristrutturazione di AnsaldoBreda sarà presentato ai sindacati nelle prossime due settimane e se la trattativa dovesse essere analoga a quella di Alenia, secondo Orsi, verrà “chiusa in un paio di mesi”. Dopodiché potrà partire la necessaria ristrutturazione che ha un costo di 20 milioni di euro.
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