Gli italiani vanno meno in vacanza e gli effetti della crisi si fanno sentire anche sul settore alberghiero. I dati dei primi tre mesi del 2012 parlano chiaro: Federalberghi ha registrato un calo del 3,5% rispetto allo stesso periodo del 2011 ed il saldo complessivo resta negativo nonostante la forte crescita degli stranieri (+9,1%) nei pernottamenti. Un’emergenza che richiede “misure straordinarie per fermare l’emorragia di lavoratori e l’istituzione di un tavolo tecnico con il Governo per studiare forme di rilancio del settore e dell’immagine del Paese”. A lanciare il grido d’allarme è il presidente della Federalberghi, Bernabò Bocca, dalla 62esima Assemblea nazionale dell’associazione svoltasi a Taormina ed alla quale ha partecipato anche il vice ministro del Lavoro Michel Martone. “I primi tre mesi dell’anno – ha spiegato Bocca – certificano come il turismo italiano sia in recessione, zavorrato dal drastico crollo della domanda italiana”. Non sono confortanti neanche i dati sul fronte dei collaboratori alberghieri, che indicano un calo generalizzato del 2,5% con una flessione del 2,3 per i lavoratori a tempo indeterminato ed un parallelo decremento del 2,7 per quelli a tempo determinato. Oltre ai dati congiunturali vi sono altri problemi “il cui elenco – ha sottolineato Bocca – non può sottacere l’insieme delle misure varate dal Parlamento per far quadrare i conti dell’impresa Italia e che nella loro genericità rischiano di rappresentare un ulteriore pesantissimo aggravio per le imprese turistiche”. Tra questi i provvedimenti che riguardano Iva, Imu, imposta di soggiorno, tassa di sbarco, la soppressione dei buoni vacanza e l’aggravio dei costi, nonché la stretta sulla flessibilità in entrata che “penalizzano fortemente le attività turistiche”. Per Bocca va inoltre rivista la definizione di stagionalità. Il vice ministro Martone ha sottolineato l’importanza “proprio per la delicatezza del momento” di “ascoltare i suggerimenti delle diverse parti sociali per cercare di migliorare il disegno di legge presentato in Parlamento. Il problema del settore – ha aggiunto Martone – è quello del Paese. Il 2012 sarà un anno molto difficile. La cosa importante è fare sistema tra le diverse istituzioni. Solamente se riusciamo a ricreare consenso e ricominciamo a far vedere quanto è bello il nostro Paese e quanto è forte il nostro turismo potremmo affrontare con serenità il futuro. In Senato si sta facendo un gran lavoro con grande impegno da parte dei relatori e di tutta la commissione – ha concluso il vice ministro – ed il Governo valuterà nelle prossime settimane”. Tra i partecipanti all’assemblea anche l’amministratore delegato di Bnl Paribas, Fabio Gallia. “Credo che l’industria del turismo – ha osservato – rappresenti una grande opportunità per il nostro Paese. Stiamo vivendo un paradosso se confrontiamo quella che è la ricchezza del nostro patrimonio culturale ed ambientale rispetto a quello che in termini di crescita siamo riusciti a sfruttare”.
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