Federalberghi, fisco più pesante per 600 milioni tra Imu ed Iva

Tra l’Imu ed il possibile incremento dell’Iva nel 2012 le sole imprese turistiche del ricettivo dovranno far fronte a quasi 600 milioni di euro di aggravi fiscali “ai quali aggiungere l’imposta di soggiorno che come una peste sta dilagando di Comune in Comune, contribuendo a rendere purtroppo sempre più care le nostre destinazioni”. Lo ha detto il presidente di Federalberghi Bernabò Bocca presentando l’indagine previsionale sulle vacanze di Natale degli italiani. “La nostra non vuole essere una lamentela”, ha spiegato Bocca nel corso della conferenza stampa durante la quale sono stati presentati i dati turistici sul Natale ed il Capodanno. “Questa manovra è pesante, ma è necessaria per quanto riguarda i conti pubblici – ha specificato – Solo vogliamo dire che noi ‘abbiamo già dato’. Questo è uno strano Paese: quando si dice che un settore va bene, arriva una tassa a colpirlo. L’anno scorso abbiamo avuto l’introduzione in diversi comuni (circa 40) della tassa di soggiorno che ha, in Italia, un importo senza eguali nel mondo”. Tra Ici ed Imu, ha aggiunto il presidente di Federalberghi, i proprietari alberghieri nel 2012 avranno un incremento del 42% di aggravi fiscali. “Oggi fare richieste al governo è complicato – ha dichiarato Bocca – ma se non vi saranno investimenti per lo sviluppo il Paese rischia, il prossimo anno, di non crescere”. Secondo Bocca è fondamentale, adesso, intervenire sul cuneo fiscale “per rilanciare i consumi interni”. Un altro problema riguarda il credito, “ma se le banche non finanziano più le imprese, il gioco salta. La priorità è dare alle banche denaro per finanziare le imprese”. Per le imprese turistiche, inoltre, “ogni intervento che mira alla flessibilità in entrata ed in uscita dal mercato del lavoro è ben gradito. Questo non significa dare il via a licenziamenti selvaggi – ha chiarito Bocca – ma rendere il Paese più moderno”. Gli occupati a tempo determinato nelle imprese alberghiere sono diminuiti, rispetto all’anno scorso, del 2,5%, mentre quelli a tempo determinato sono aumentati del 3%, per un totale pressocchè uguale all’anno scorso (-0,1%). Bocca, infine, ha chiesto a nome degli albergatori un intervento del Governo sulle banche per l’abbassamento delle commissioni sulle carte di credito che rischiano di pesare sempre più sui conti degli imprenditori del settore.