Il turismo è il principale motore dell’economia della Croazia, che da oggi primo luglio diventa il 28esimo Paese membro dell’Unione europea. Il comparto turistico rappresenta infatti un quinto del Pil, gli introiti continuano a crescere ad un ritmo di circa il 3% all’anno e gli investimenti in nuove strutture non si sono fermati neanche con la recessione. Una costa dall’ambiente intatto, lunga 1.700 chilometri, e quasi 1.300 isole ed isolotti, di cui solo 66 abitate, sono il punto forte dell’offerta turistica croata, alla quale si aggiungono le città d’arte tipicamente mediterranee che nell’architettura portano un forte segno della secolare dominazione di Venezia. La più celebre è Dubrovnik, all’estremo sud, con le sue imponenti mura medievali, chiese e palazzi rinascimentali e barocchi, meta ogni anno di circa 800 mila turisti. La città ha ottenuto un’inaspettata visibilità internazionale dopo che vi sono state girate parti della serie televisiva ‘Il Trono di Spade’, prodotta dalla HBO americana, che in tutto il mondo sta abbattendo record di audience. Nel 2012 la Croazia ha registrato 11,8 milioni di visitatori, il 5% per cento in più rispetto all’anno precedente, dei quali piu’ di 10 milioni stranieri. Insieme hanno realizzato quasi 63 milioni di pernottamenti con un fatturato di 6,83 miliardi di euro, il 15,4 % del Pil nazionale. I più numerosi sono tradizionalmente i tedeschi, seguiti da austriaci, sloveni ed italiani, questi ultimi però dal 2011 in calo, ma sempre con più di un milione di visitatori. Anche i dati per il 2013 inducono all’ottimismo: i primi quattro mesi hanno visto una crescita del fatturato del 10,2% rispetto allo stesso periodo del 2012. “Il fatto che gli introiti del turismo mostrano un costante incremento nonostante la crisi economica in Europa, sono la prova che la Croazia sia diventata una destinazione riconosciuta ed apprezzata in tutto il mondo”, commenta il ministro del Turismo Darko Lorencin. Gli investitori nel turismo croato non desistono e negli ultimi dieci anni sono stati costruiti o ristrutturati centinaia di alberghi ed altre strutture di accoglienza. Per mancanza di quorum, ad aprile è fallito un referendum locale a Dubrovnik che mirava a fermare la costruzione sull’altopiano che sovrasta la città di campi da golf e di una struttura turistica e residenziale di lusso con 240 villette e 400 appartamenti per un valore di quasi un miliardo di euro. L’ingresso nell’Unione europea dovrebbe attirare nuovi investimenti, promuovere ulteriormente la Croazia come una destinazione sicura e di qualità, nonché facilitare lo spostamento e le spese dei turisti provenienti dai Paesi membri. Un primo effetto negativo inizia però già a sentirsi. Da oggi, infatti, luglio Zagabria è costretta, in base alle direttive europee, ad introdurre i visti per l’ingresso nel Paese, e dunque nella Ue, per i cittadini russi, ucraini e turchi, che finora potevano raggiungere l’Adriatico croato solo con il passaporto. Già adesso, secondo i dati dell’Ente turistico croato, è visibile un notevole calo di prenotazioni dalla Russia di almeno il 20%, ed è risaputo che i russi sono tra i turisti più ambiti nel Mediterraneo, conosciuti per una spesa molto più alta della media.
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