Il realismo di Gabriele Burgio, presidente ed amministratore delegato del Gruppo Alpitour, trapela da un’intervista concessa ad ‘Il Giornale’: “In Italia il turismo va male, nel mondo è l’Asia a far da traino. Nelle ultime settimane, però, stiamo assistendo ad una ripresa”. Stando alle cifre riportate dal quotidiano, i ricavi di Alpitour nel 2012, definito dal top manager “complicato”, sono calati, passando da 1.142 a 1.056 milioni di euro. “Abbiamo ridotto i marchi, passando da 7 a 4, ed abbiamo deciso di offrire al pubblico i posti invenduti sul charter – ha dichiarato Burgio – solo questo vale un milione al mese. Ridurremo la stampa dei cataloghi: ne facevamo 10 milioni di copie”. Oltre al risparmio, anche l’assistenza: “Abbiamo istituito un call center aperto 24 ore e, assieme a Europe Assistance, abbiamo creato una nuova polizza assicurativa sul costo del petrolio, per non far gravare i rincari sui clienti”. Cinque le aziende del Gruppo, ognuna con le sue peculiarità: il tour operator, la compagnia aerea Neos, le agenzie di viaggi, gli alberghi e la divisione incoming, non attiva in Italia.
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