Il sistema alberghiero italiano è il più grande d’Europa per numero di camere e di posti letto. Nel Vecchio Continente non ha rivali. Con 1,1 milioni di camere, distacca nell’ordine la Germania (circa 950mila camere), la Spagna (915mila), il Regno Unito (720mila) e la Francia (620mila). L’Italia si colloca poi seconda per la domanda turistica, dopo la Spagna. È la fotografia di più primati quella scattata dall’VII Rapporto sul sistema alberghiero di Federalberghi, realizzato dalla Mercury Srl. Alcune anticipazioni del Rapporto sono state illustrate nel corso della 64esima assemblea nazionale di Federalberghi a Trieste e confermano il ruolo di leadership del sistema alberghiero italiano. Lusinghiero è il piazzamento anche sul versante della domanda turistica. L’Italia è al secondo posto in Europa per numero di pernottamenti negli alberghi: 281 milioni in Spagna e 257 milioni in Italia, con la Francia al quarto posto, superata anche dalla Germania. In Europa l’Italia guida anche la classifica dei posti letto in hotel, con 2,25 milioni di letti seguiti dalla Spagna (1,9 milioni), dalla Germania (1,8 milioni), dal Regno Unito (1,6 milioni) e dalla Francia (1,2 milioni). L’Italia è nel gruppo di testa anche a livello mondiale, quarta con 1,1 milioni di camere, dietro gli Usa (4,9 milioni di camere), Cina (1,5 milioni), Giappone (1,3 milioni). L’Italia si colloca tuttavia al primo posto se si considerano i flussi di turisti extra-europei, con 43 milioni di pernottamenti negli hotel italiani rispetto ai 37 milioni nel Regno Unito, i 31 milioni in Spagna ed i 28 milioni in Francia. I segnali positivi che arrivano dai dati sul primo quadrimestre per il comparto alberghiero in Italia vanno incoraggiati. Per questo il Governo deve porre al centro della propria agenda politica il turismo, settore schiacciato da una tassazione ormai “opprimente”. Questo l’appello lanciato dal presidente di Federalberghi Bernabò Bocca, per il quale i segnali “vanno incoraggiati non certo schiacciati sotto il peso di una pressione fiscale opprimente. Basti pensare alla tassazione sugli immobili alberghieri, aumentata in pochi anni del 156% con Imu e Tasi che nel 2014 presenteranno un conto salatissimo, vicino ai 900 milioni di euro. Per non parlare della vena di follia che ha ispirato nei giorni scorsi l’aumento abnorme dell’imposta di soggiorno nel Comune di Roma. Chi ha la responsabilità di governare il Paese, al centro e sul territorio – rileva Bocca – ha il dovere di tutelare le imprese del turismo, affinché possano continuare a produrre ricchezza per il sistema Italia e lavoro per i nostri giovani, e di astenersi da atti di autolesionismo, che uccidono la gallina dalle uova d’oro, con grave danno per l’occupazione e per l’economia nazionale”. Federalberghi chiede inoltre la modifica del Titolo V della Costituzione “per restituire centralità al settore, adeguate risorse per la promozione del sistema Italia sui mercati internazionali, attivazione di un credito di imposta per incoraggiare gli investimenti nella riqualificazione degli alberghi, semplificazione delle procedure per consentire alle imprese in estrema difficoltà il cambio di destinazione d’uso degli immobili, supporto allo sviluppo turistico del Mezzogiorno”.
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