Appello Viaggi del Ventaglio, revocato fallimento Ivv holding giudici

Il pm non è legittimato a chiedere il fallimento qualora non sia stato avviato alcun procedimento penale a carico degli amministratori della società per cui intende procedere con l’istanza. È il principio, secondo quanto riferisce l’Ansa, su cui si fonda la decisione dei giudici della quarta sezione civile della corte d’Appello di Milano che lo scorso 6 ottobre hanno accolto il reclamo e revocato il fallimento della Ivv holding, la società con cui la famiglia Colombo deteneva il 58% de I Viaggi del Ventaglio. Quest’ultima era stata dichiarata fallita il 15 luglio dell’anno scorso, mentre il fallimento di Ivv risale allo scorso febbraio. Per i giudici “il potere d’iniziativa del pm non si configura illimitato” e, anche se la nuova legge fallimentare non lo prevede espressamente, “in ogni caso sembra prevalere in dottrina l’orientamento che, pur nel silenzio della norma (…), ritiene che (…) il pm possa presentare la richiesta di fallimento di un imprenditore in quanto lo stato di insolvenza di quest’ultimo – si legge ancora nel provvedimento – emerga nell’ambito di un procedimento penale promosso nei confronti dello stesso imprenditore”. Su questa base la Corte ha così accolto il ricorso presentato dagli avvocati Umberto Tracanella e Sergio Scotti Camuzzi per annullare la dichiarazione di fallimento della Ivv holding, che ha un debito di circa 20 milioni verso Unicredit, in quanto “nessun procedimento penale risulta avviato” a suo carico. Un’inchiesta è stata aperta nei confronti de I viaggi del Ventaglio. Con la sentenza d’appello la società, quindi, risulta di nuovo ‘in bonis’. E mentre da un lato si prevede un ricorso in Cassazione contro il provvedimento della scorsa settimana, dall’altro è probabile che Ivv presenti una nuova proposta di concordato preventivo al Tribunale fallimentare.