Aica-Ispo fa il punto su Expo

Renato MannheimerL’Expo è alle porte e per la ricettività alberghiera è tempo di ultimi ritocchi, ma gli italiani sono molto divisi sull’idea che l’esposizione si traduca nell’atteso volano per il turismo. Il 51% ha un atteggiamento positivo, ma il restante 49%, specialmente “giovani, istruiti, professionisti”, manifesta sfiducia. Il quadro emerge da un’indagine dell’Associazione Italiana Confindustria Alberghi con Ispo Ricerche, che evidenzia come forti siano le preoccupazioni anche per il “dopo”. In particolare, la sfiducia è riferita alle opportunità occupazionali che si verranno a creare grazie alla manifestazione: secondo il 59% molte si perderanno con la fine dell’Esposizione e per il 53% non esiste alcun progetto per il post-evento e non si sa che cosa rimarrà al turismo italiano. Il giudizio sull’offerta ricettiva è generalmente positivo, in particolare quello attribuito agli alberghi di fascia alta, anche se il 40% degli italiani che ha viaggiato lo ritiene arretrato rispetto all’estero. Sul fronte dei servizi alla clientela offerti presso le strutture ricettive, i più apprezzati sono il wi-fi e il servizio navetta, seguiti dal medico in hotel e dall’attenzione verso la cucina. “Gli italiani – spiega Renato Mannheimer (nella foto) di Ispo Ricerche – dimostrano grande consapevolezza nei confronti dell’importanza del turismo e delle sue potenzialità per la nostra economia. Addirittura sono aumentati di 15 punti percentuali quelli che pensano che il Governo dovrebbe concentrarsi su questo settore per rilanciare l’economia. Al tempo stesso la popolazione percepisce una situazione di stallo, di mancanza di investimenti da parte delle istituzioni. Per Expo i cittadini ritengono che l’Italia sia pronta ad accogliere il flusso di turisti, che ci auguriamo sia consistente, anche se a soli due mesi dall’evento un rilevante 30%, quasi un intervistato su tre, è scettico”. “L’ indagine ci conforta sull’attenzione e consapevolezza degli italiani rispetto al settore alberghiero – spiega Giorgio Palmucci, presidente di Associazione Italiana Confindustria Alberghi – ma nel contempo mette in luce l’ esigenza di un segnale forte da parte delle istituzioni”. La vicepresidente Maria Carmela Colaiacovo aggiunge: “In molti casi ci scontriamo ancora con vincoli anacronistici che condizionano l’ impresa. Penso, ad esempio, alla ristorazione che, ancora oggi, è soggetta ad un doppio sistema di licenze con tutto il relativo bagaglio di burocrazia e autorizzazioni che di fatto la rendono pressoché impossibile”. “In questi ultimi anni abbiamo assistito a un cambiamento sostanziale della percezione del valore dell’ indotto turistico, che ora è ritenuto una fonte primaria di sviluppo economico – dichiara Cristiano Radaelli, commissario straordinario Enit – ma bisogna investire sul digitale, visto che oltre il 55% delle persone prenota dopo aver navigato e poi sulla formazione negli istituti alberghieri”. “Siamo orgogliosi, dall’indagine emerge che l’offerta ricettiva/termale italiana è tra le migliori d’ Europa”, dice Costanzo Jannotti Pecci, presidente di Federterme. “Occorre necessariamente creare sistema, fare rete col territorio e le destinazioni, Expo rappresenta un’occasione unica in questa direzione”, conclude Magda Antonioli, direttore Met dell’ Università Bocconi.