L’Italia possiede una base di asset invidiabile che le conferisce un vantaggio competitivo forte e di lungo periodo in ambito turistico. Non a caso il contributo del turismo al Pil ammonta ad oltre 130 miliardi di euro. In previsione, il trend dovrebbe segnare un ulteriore progresso, grazie all’apporto di economie emergenti quali l’Asia ed il Sud America. Ciononostante, il nostro Paese ha perso significative quote di mercato, crescendo nell’ultimo decennio del 2% l’anno rispetto all’8% circa del mercato globale. Tra gli elementi che hanno portato a questo arretramento, i principali sono: l’invecchiamento dell’offerta, del ricettivo e del sistema infrastrutture-trasporti, la non diffusione di standard internazionali di gestione, l’insufficiente focalizzazione sui segmenti emergenti e sui canali digitali e la scarsa priorità data al settore (investimenti, norme e tassazione, immagine pubblica, formazione, eccetera). La capacità attrattiva nazionale appare quasi esclusivamente concentrata nelle città d’arte, vero traino dell’offerta turistica nazionale del Belpaese. Il mercato italiano appare pertanto molto promettente dal punto di vista turistico-immobiliare e per tale ragione Assoimmobiliare, l’Associazione dell’Industria Immobiliare aderente a Confindustria, ed AICA, l’Associazione Italiana Confindustria Alberghi, hanno siglato un accordo con l’obiettivo di accrescere l’attrattività delle strutture turistico ricettive nazionali. Nella convinzione che la ripresa economica del sistema Paese debba passare anche attraverso il rilancio di questo settore nevralgico e che tale rilancio sia possibile solo attraverso l’armonizzazione della componente strettamente turistica del business con quella immobiliare in senso ampio, le due Associazioni hanno dato vita ad un laboratorio per alimentare il confronto finalizzato ad analizzare lo stato del settore ed a produrre approfondimenti ed ipotesi di perfezionamenti normativi, anche per favorire le imprese private nel cogliere le possibili opportunità che si presenteranno nell’ambito delle valorizzazioni e dismissioni del patrimonio pubblico.
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