Garibaldi Hotels: ottimismo per il 2023, la montagna si conferma un traino importante

Il 2023 inizia con ottimismo in casa Garibaldi Hotels,   l’anno appena concluso presenta segna positivo con un incremento del 29% rispetto al fatturato 2021,inoltre, la stagione invernale procede con risultati molto positivi confermando il trend di crescita costante registrato negli ultimi anni. Destagionalizzazione, investimenti, accordi commerciali sono i punti chiave della strategia del gruppo alberghiero pugliese che hanno permesso di incrementare le vendite dirette ( + 30%) e di  migliore le performance sul comparto gruppi, in aumento su tutte le strutture di circa il 10% a livello complessivo.

“Abbiamo lavorato in modo oculato per arrivare a questo traguardo, dopo quest’ultimi anni difficili volevamo tornare a guardare al futuro ripartendo dai risultati del 2019 che erano l’obiettivo per fine anno”, dichiara Fabrizio Prete, Direttore Generale di Garibaldi Hotels.

Inoltre, a portare una ventata di ottimismo e fiducia è la montagna. “La stagione invernale partita circa un mese fa ci sta gratificando molto con risultati importanti. Ottime performance in termini di prenotazioni sulle tre strutture del Trentino ( Monzoni, Piaz e Fratazza) con un incremento medio dell’ADR dell’8% circa. Inoltre, il segmento trade sta crescendo a doppia cifra grazie a nuovi accordi con TO specializzati che ci hanno permesso di spingere su questo canale”, prosegue Prete.

A fare la differenza, sempre per la montagna, è anche la vendita online che ha raddoppiato i volumi (+ 50% di fatturato su questo segmento). Un risultato frutto degli investimenti fatti in questa direzione per spingere sul posizionamento del prodotto offerto e per ottimizzare le politiche di pricing e revenue.

“La montagna non è più una sorpresa, negli ultimi anni abbiamo visto una crescita costante tutto l’anno e la destagionalizzazione si sta rivelando una scelta coraggiosa ma decisiva per proseguire su questa direzione”, continua Prete.

I risultati positivi rischiano però di essere vanificati dai continui rincari che rappresentano una spada di Damocle: “ Avvertiamo questa minaccia incombente visti i rincari con cui ogni giorno dobbiamo confrontarci.  Abbiamo calcolato un aumento di quasi l’80% medio sui costi energetici, del 50% sulle lavanderie industriali, del 30% sulle materie prime (in particolar modo alimentari). Questi aumenti vanno a colpire tutti gli sforzi commerciali fatti per crescere poiché erodono la marginalità. Noi siamo ottimisti sul 2023 perché ogni nostra scelta è ben ponderata per garantire la sostenibilità aziendale ma certamente i costi sono un deterrente importante per lo sviluppo”, conclude Prete.