L’estate 2025 si chiude con risultati eccellenti per Kel 12, che registra un incremento del +20% sia nel numero di passeggeri che nel fatturato, nel periodo compreso tra giugno e settembre.
Un risultato particolarmente significativo, come sottolinea l’Amministratore Delegato Gianluca Rubino: “Questa crescita è frutto di una domanda reale e consapevole. I prezzi sono rimasti stabili ed è l’interesse per il nostro modello di viaggio che si è rafforzato”.
Un modello che premia l’autenticità e la sostenibilità, proponendo itinerari in luoghi capaci di offrire un’esperienza profonda, lontana dai circuiti affollati e omologati del turismo di massa. Il viaggiatore Kel 12 – cha ha un budget di spesa medio pari a 6.700€ – cerca oggi spazi ampi, silenziosi, e relazioni genuine con ambienti e culture.
IL TRIONFO DEI GRANDI SPAZI
“Se confrontiamo i Paesi scelti nelle aree di breve, medio e lungo raggio – osserva Gianluca Rubino – emerge on chiarezza la tendenza a privilegiare luoghi in cui la natura domina la scena. Nel Mediterraneo prevalgono le isole, nel Nord Europa ci si spinge oltre il Circolo Polare Artico, mentre nel lungo raggio si scelgono territori lontani dalle rotte più battute. Ciò che sorprende è la consapevolezza di queste scelte: non sono dettate dall’improvvisazione, ma frutto di un’attenta valutazione, come dimostra l’ulteriore crescita dell’advance booking”.
LE DESTINAZIONI DI TENDENZA 2025
Oltre all’arrembante ritorno del Maghreb, guardando a nord, i silenzi paesaggistici della Norvegia e della Finlandia sono incalzati dai deserti artici dell’Islanda e, soprattutto, delle isole Svalbard e della Groenlandia. Quasi a ribadire: meglio la compagnia degli orsi polari che quella dei segugi di frontiera. Di tutta l’ampia area ex sovietica, a riscuotere maggior successo sono poi la piccola e defilata Armenia, grazie al suo perfetto equilibrio fra circuiti monastici e ameni habitat caucasici, così come la Terra di Ponte per antonomasia: l’Uzbekistan della Via della Seta, nel cuore di un’Asia Centrale sorprendentemente preservata da estremismi e contese egemoniche. Il lungo raggio, infine, scaccia ogni dubbio: l’Africa Australe è protagonista con Namibia, Botswana, Sudafrica e Tanzania; in Asia cresce il richiamo per le steppe della Mongolia e per le province meno note della Cina, così come per la labirintica Indonesia, mentre al Perù archeologico e del buen vivir si affianca quest’anno la Bolivia, tradizionalmente considerata una delle destinazioni più impegnative del continente latino.
Un’unica eccezione, ma ben comprensibile: il fascino del Giappone resta immutato, benché cresca l’interesse a uscire dai circuiti tradizionali per approfondire ancor meglio una cultura di inesauribile ricchezza.