Un week end nel segno della X. Mentre nel campionato di calcio due pareggi rimandavano al prossimo turno l’aggiudicazione del titolo di campione d’Italia, al Marina Beach Garden di Orosei si è parlato di pareggio anche durante una delle sessioni di Obiettivo X (ovviamente), la kermesse organizzata da OTA Viaggi che ha riunito nel resort sardo agenti di viaggio, tour operator, network, compagnie aeree e ferroviarie, enti del turismo e società di servizi legati al mondo dei viaggi.
Pareggio dunque, come possibile esito della trattativa sulle nuove norme proposte al consiglio Europea in tema di Direttiva Pacchetti
“Se finisce in pareggio ci è andata bene” ha sostenuto il direttore di FTO, Gabriele Milano sottolineando però che non sarebbe un risultato soddisfacente per nessuno in quanto semplicemente, peggiorerebbe le condizioni operative del mercato del turismo.
Una tesi che non ha trovato completamente d’accordo proprio Massimo Diana, direttore commerciale di OTA Viaggi, ideatore, ironia della sorte proprio dell’Obiettivo X.
“L’attuale direttiva pacchetti risale al 2016 e già questa è insostenibile per il turismo organizzato, tutte le responsabilità di quello che succede nel mondo ricade sempre sulle spalle degli organizzatori. Insostenibile ancor di più perché come organizzatori non sempre abbiamo la capacità di rivalerci sui fornitori. Penso ai vettori aerei che si trovano da altre parti del mondo con leggi che non hanno niente a che fare con quelle europee. Qualsiasi cosa si andrà a toccare su una direttiva già insostenibile, potrà solo fare di peggio. Quindi, meglio puntare direttamente alla vittoria”.
Fra i punti più critici ne sono stati indicati due: le limitazioni per gli acconti di pagamento su cui pare si stia raggiungendo un compromesso che lascerebbe la decisione ai singoli Stati, e la questione delle circostanze eccezionali, che diventa pericolosa in quanto darebbe spazio a interpretazioni abbastanza soggettive.
E’ per questo che anche Cesare Foà, intervenuto al talk in rappresentanza di Aidit e ADV Unite, si è dichiarato sostanzialmente d’accordo con Diana: bisogna andare a vincere. “Non possiamo accettare la sconfitta perché l’annullamento del cliente che ha mal di pancia è inaccettabile. Per quanto riguarda gli acconti, il 25% oggi esiste già sulla carta ma le aziende non lo possono sostenere”.
Insistendo sulla necessità di mirare alla vittoria, Diana non ha nascosto le difficoltà: “Partiamo da un 3 a 0 e non è neanche iniziata la partita. Se quello è il pareggio, è devastante perché non sussisteranno più i parametri economici per poter fare turismo. Le aziende, secondo me, andranno in grande difficoltà”.
E mentre la vicepresidente Fiavet Luana De Angelis osservava che si tratta di una grande problematica che è riuscita a riunire nella stessa battaglia tutte le associazioni che oggi provano a combattere per il comune obiettivo di tutelare i diritti di dettaglianti e organizzatori, il coordinatore della rete dei delegati Maavi, Marco Federici ha commentato con amarezza l’ennesimo colpo assestato alla categoria che, ha spiegato, “ancora una volta viene calato dall’altro da qualcuno che non conosce l’imprenditorialità turistica del nostro Paese”.
“Occorre far capire queste cose a chi ci rappresenta in Europa” ha aggiunto sottolineando una certa debolezza in questo ambito di rappresentanza. “Siamo un pochino deboli sotto questo punto di vista. La gestione delle commissioni in Europa è diversa da quella del nostro parlamento. Lì si parla di lobby, quindi bisogna mettere d’accordo più persone indipendentemente dai colore politico”.