Il 2024 ha segnato una fase di crescita per il sistema termale e del benessere italiano, come dimostra l’analisi Pambianco sui bilanci dei principali player del settore. Uno sviluppo che però non evidenzia fenomeni particolari, infatti la top ten per fatturato conferma l’andamento dell’anno precedente, con aziende che crescono single digit e altre a doppia cifra.
I dati, raccolti dai bilanci depositati in Camera di Commercio o comunicati direttamente dalle aziende, riguardano un campione di società termali e gruppi dell’ospitalità con impianti di acque minerali riconosciute dal ministero della Salute oppure identificati nell’ambito wellness per la presenza di grandi centri spa e attività focalizzate sul benessere. Nello specifico, avanzano double digit Hotel Terme President (+17%), Terme e Grandi Alberghi Sirmione (+10%) e Aquardens (+14%). Quest’ ultimo ha anche confermato la pole position nel ranking per ebitda margin del 2024, con una redditività del 42,8 per cento. Performance che hanno portato il parco termale in provincia di Verona nel mirino
d’interesse di diversi private equity, e, tra le varie offerte, alla fine ha avuto la meglio la società
d’investimento francese Eurazeo che lo ha acquisito attraverso il fondo Ezore.
Sono così aumentati gli obiettivi del parco termale di cui rimane AD Flavio Zuliani, a partire dalla costruzione della sauna più grande del mondo, con un investimento di quattro milioni di euro, che ospiterà spettacoli e show, avrà innovative aree relax e un’offerta ristorativa gourmet. Inoltre, il piano industriale elaborato dal nuovo assetto societario prevede la nascita di due hotel 4 stelle S con 140 camere ciascuno, per completare l’esperienza del soggiorno termale e prolungare la permanenza degli ospiti. Passando alle risorse finanziarie, la nuova governance di Aquardens ha stanziato un investimento di 70 milioni di euro entro il 2029 e in questo budget è compresa la costruzione del primo hotel, che avrà un costo di 35 milioni.
Tornando invece al ranking per fatturato 2024, l’unica realtà che indietreggia è Terme & Spa Italia, società del gruppo Feidos che accusa un -11%. Questa riduzione, però, è dovuta al deconsolidamento dal 2024 di Terme di Chianciano.
Aldilà dei numeri, il valore del settore termale è legato al fatto che si tratta di un patrimonio naturale dell’Italia, grazie alla sua particolare conformazione geologica, e che quindi andrebbe maggiormente valorizzato, anche per il suo heritage storico. Le acque terapeutiche infatti erano conosciute fin dai Romani, che utilizzavano le terme non solo come fonte di benessere ma anche come luogo in cui intessere relazioni sociali importanti. Tutti questi elementi sono un valore aggiunto nello sviluppo del turismo termale in Italia, che oggi conta ben 320 centri operativi, di cui il 90% accreditato dal Servizio sanitario nazionale. Si tratta però di realtà piccole e che spesso necessitano di significativi interventi di riqualificazione.
Per questo motivo, recentemente sono state presentate in Parlamento due proposte di legge, finalizzate al riordino del sistema wellness: “Questi provvedimenti – spiega il presidente di Federterme Massimo Caputi – rappresentano un passo importante verso un riordino organico del comparto termale italiano, con misure che puntano alla valorizzazione del patrimonio esistente, al rilancio delle imprese, alla promozione della cultura del termalismo sanitario e sociale, nonché al sostegno alla formazione, alla ricerca e all’occupazione”. Le proposte prevedono anche di dare una maggiore identità a queste aziende, con l’istituzione di un marchio di qualità termale e dell’Albo
nazionale delle acque termali. Si parla anche di istituire dei veri e propri ‘distretti’ termali, magari integrati con altri servizi del territorio.
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