Il 2012 anno record per il turismo in Spagna con 57,9 milioni di presenze

Nonostante la crisi, la Spagna è riuscita a stabilire un record di presenze di turisti: sono stati 57,9 milioni, l’1,75% in più dell’anno precedente. La cifra è la terza in assoluto dopo quelle del 2007 (59,2 milioni) e del 2006 (58,4). L’incasso è stato di circa 57,7 miliardi, il 5,9% in più, con una spesa media giornaliera di 109 euro per turista. Sono dati che vanno oltre le previsioni in un periodo di crisi generale e che inducono all’ottimismo: “Il 2012 è stato un anno eccezionale – ha commentato il ministro del Turismo, Josè Manuel Soria – Questo ci induce a sperare che il prossimo, durante il quale in molti Paesi si avranno segnali di ripresa, si possa ottenere un altro buon risultato sia in termini di presenze che di spesa”. A contribuire alla stagione record spagnola non hanno certo concorso gli italiani, i cui arrivi sono scesi del 4,2%, mentre sono aumentati quelli di altri Paesi dell’Ue dove la crisi si avverte meno. I tedeschi sono aumentati del 4,1%, gli scandinavi del 6,2%, i francesi addirittura del 6,7%, mentre i britannici si sono fermati ad un +0,5%. Diverse anche le risultanze relative alle spese: gli scandinavi hanno aperto di più il portafoglio, come dimostra un +9,8% della spesa; non hanno hanno lesinato neppure i britannici (+8,1) ed i tedeschi (+4,7%), mentre i francesi sono stati più accorti, riducendo la spesa del 3,2% e gli italiani ancor più di loro, con un -5,8%. Dati che riflettono anche l’andamento della crisi economica nei vari Paesi. Il ministro Soria intende sfruttare questa stagione particolare e ha annunciato che per il 2013 aumenterà la presenza dei privati all’interno di Turespana e si procederà alla razionalizzazione della distribuzione geografia degli uffici del turismo, all’interno ed all’estero, per una maggiore espansione in mercati con maggiori potenziali. Attualmente i tre quarti dell’offerta turistica riguardano il sole e le spiagge, ma la Spagna tende a sviluppare altri segmenti come il turismo rurale, gastronomico o culturale. Le Comunità autonome in cui ci sono stati i maggiori incrementi, infatti, sono quelle dotate di spiagge: la Catalogna (13%), Valencia (9%), Baleari (6,4) e Canarie (4,9), mentre quella di Madrid è addirittura scesa dell’1,3%.