Webinar Aidit sul turismo scolastico: più autonomia per le scuole e più qualità per i viaggi di istruzione
Il turismo scolastico è un tema fra i più interessanti e sensibili per il mercato del travel di cui si discute molto con preoccupazione da parte degli addetti ai lavori per quanto riguarda vincoli, soglie e complicazioni. “Un tema da affrontare invece senza paura – ha affermato il Presidente di AIDiT Domenico Pellegrino – perché il quadro normativo offre oggi alle scuole margini di autonomia e possibilità operative più ampie di quanto spesso si percepisca”.
E’ stato spiegato nel corso di “Turismo Scolastico: Facciamo Chiarezza”, il webinar gratuito organizzato da AIDiT – Associazione Italiana Distribuzione Turistica, aderente a Federturismo Confindustria che ha visto la partecipazione di esperti e di una numerosa platea formata da agenzie di viaggio, dirigenti scolastici e giornalisti, tutti collegati per ascoltare gli interventi di Samuele Zerbini, Presidente della Commissione Turismo Scolastico AIDiT; l’ing. Mario Schember, formatore ed esperto nella gestione dei fondi europei per la scuola; l’On. Gianluca Caramanna, membro del Parlamento Italiano e Consigliere del Ministro del Turismo per le Relazioni Istituzionali.
Proprio l’on. Caramanna ha rassicurato sull’attenzione del Ministero del Turismo per questo particolare segmento di mercato e per la salvaguardia delle numerose piccole e medie imprese coinvolte.
Nella sessione tecnica del webinar, gli esperti hanno fornito chiarimenti su alcuni quesiti sollevati in queste settimane dagli operatori turistici sulla possibilità di procedere direttamente nell’affidamento di acquisto di un viaggio scolastico, su quando occorre invece utilizzare una procedura diversa, su come gestire più viaggi senza incorrere nel frazionamento artificioso e su quando è davvero necessario ricorrere a strumenti esterni.
Oppure su come distinguere correttamente un viaggio culturale, un soggiorno linguistico e un percorso formativo e come costruire un sistema semplice, legittimo e replicabile per l’intero anno scolastico.
Il punto centrale: procedure corrette e programmazione annuale
Ogni attività parte da una parola che assume il senso di un imperativo: programmazione. “Piuttosto che spaventarsi per le procedure da affrontare, le scuole devono agire con calma e mettere in atto quella che è una parola chiave per tutto il sistema imprenditoriale italiano. Bisogna entrare nell’ordine di idee che, come tutte le industrie che programmano, anche le scuole devono programmare. non si può improvvisare” è stato l’invito di Mario Schember.
Gli esperti hanno chiarito un concetto fondamentale: conoscendo soglie, tipologie di affidamento e modalità di articolazione delle procedure, una scuola può gestire autonomamente affidamenti fino a 216.000 euro. Attraverso più procedure correttamente impostate, può inoltre organizzare l’intero fabbisogno annuale dei viaggi d’istruzione.
Questo consente di lavorare con maggiore agilità, ridurre i tempi amministrativi, evitare passaggi inutilmente complessi e concentrare le risorse sulla qualità del viaggio, sulla sicurezza e sull’esperienza educativa degli studenti.
«Le scuole hanno oggi margini di autonomia molto più ampi di quanto spesso si pensi – ha spiegato Samuele Zerbini, Presidente della Commissione Turismo Scolastico di AIDiT Federturismo Confindustria – Fino a 216 mila euro possono operare in autonomia e, utilizzando correttamente più procedure, possono coprire senza problemi il proprio programma annuale dei viaggi, senza essere costrette a ricorrere automaticamente a strumenti terzi o a procedure più complesse del necessario».
Il vero nodo, quindi, non è stabilire se una scuola possa organizzare i propri viaggi, ma individuare la procedura più adatta, capire quando utilizzarla e distinguere correttamente affidamenti diversi.
«È qui che vogliamo fare chiarezza», ha proseguito Zerbini. «Non esiste una sola procedura valida per tutto. Esistono affidamenti diretti, procedure differenti in funzione degli importi e possibilità di articolare correttamente più affidamenti quando servizi e finalità sono realmente distinti. Se queste regole vengono conosciute e applicate bene, la scuola può guadagnare in tempo, efficienza ed economicità».
Più autonomia, più qualità
Per AIDiT, una maggiore chiarezza sulle procedure può produrre un ulteriore effetto positivo: riportare l’attenzione dagli adempimenti amministrativi alla qualità del viaggio.
«Se una scuola riesce a scegliere la procedura corretta senza disperdere tempo ed energie in passaggi inutili, può concentrarsi molto di più sulla qualità del servizio, sulla sicurezza, sul progetto didattico e sul rapporto qualità-prezzo», ha osservato Zerbini. «L’economicità non significa semplicemente spendere meno. Significa utilizzare meglio le risorse pubbliche e ottenere un servizio adeguato agli obiettivi educativi».
Il tema è particolarmente rilevante in un settore in continua evoluzione. L’Osservatorio sul turismo scolastico promosso dalla Commissione Turismo Scolastico AIDiT, giunto alla sesta edizione, ha raccolto nelle precedenti rilevazioni le indicazioni di oltre 1.300 istituti e 6.900 docenti.
Secondo l’Osservatorio Aidit, nell’ultimo anno il sistema del turismo scolastico ha generato un fatturato di 1,4 mld mdi euro facendo viaggiare circa 4,5 milioni di studenti realizzando circa 9 milioni di presenze turistiche. La maggior parte dei viaggi di istruzione (72%) si è svolto nel periodo marzo-maggio.
Le mete più gettonate sono in Italia: le grandi città d’arte (Roma, Napoli, Firenze, Venezia) e i siti come Pompei restano il cuore del sistema con Napoli e Roma che guidano la classifica delle preferenze.
All’estero il baricentro resta europeo — Spagna, Francia, Irlanda, Germania — con Dublino e Malta sui gradini più alti del podio.
I dati descrivono inoltre un turismo scolastico sempre più articolato: accanto ai tradizionali viaggi d’istruzione crescono i soggiorni linguistici, le esperienze formative, i percorsi PCTO e l’interesse per destinazioni diverse da quelle tradizionali.
Questa varietà rende ancora più importante distinguere correttamente servizi, finalità e procedure.
«Un soggiorno linguistico, un viaggio culturale e un percorso formativo non sono necessariamente la stessa cosa», ha concluso Zerbini. «Ed è proprio la capacità di leggere correttamente queste differenze che può consentire a una scuola di programmare meglio, acquistare meglio e lavorare con maggiore serenità”. Il messaggio lasciato dagli esperti è semplice: organizzare i viaggi d’istruzione oggi può essere molto meno complicato di quanto sembri. Servono conoscenza delle regole, programmazione e la capacità di scegliere lo strumento giusto.