Se gli americani sognano il viaggio di nozze in Italia seguendo l’esempio di Jeff Bezos e Dua Lipa, gli italiani viceversa guardano agli Stati Uniti. Non è l’unica notizia che arriva dai dati raccolti da Veratour che gestisce ogni anno migliaia di pratiche per novelli sposi. Ne emerge una fotografia interessante dei desideri degli italiani. Il primo elemento è che la prima vacanza insieme dopo il matrimonio cambia forma: per molti è sinonimo di una destinazione speciale, lontana e memorabile; cresce inoltre la richiesta di itinerari più ricchi, capaci di unire mare, cultura, natura, grandi città ed esperienze da vivere insieme. Meno “isola tropicale”, quindi, e sempre più viaggio personalizzato.
È il quadro che emerge dall’analisi del Centro Studi Veratour sulle prenotazioni confermate di viaggi di nozze per il 2026, elaborate nel periodo compreso tra il 1° gennaio e il 15 giugno.
Gli Stati Uniti restano la meta più desiderata dagli sposi italiani, con il 56% del totale dei viaggi di nozze. Il dato conferma la forza dell’immaginario americano, ma segnala anche una lieve perdita di centralità rispetto al 2025, quando gli USA pesavano il 62,6% delle scelte honeymoon.
A rendere così forte la destinazione non è solo il classico tour degli Stati Uniti, che da solo rappresenta il 20,4% dei viaggi di nozze, ma soprattutto la possibilità di costruire viaggi combinati: USA + Santo Domingo o Giamaica vale il 14,2%, USA + crociera ai Caraibi il 6,9%, mentre USA + Messico arriva al 5,9%. La formula più richiesta è dunque quella che abbina scoperta e relax: prima il grande itinerario, poi una settimana al mare o in crociera.
La vera sorpresa del 2026 è però il Giappone, che si conferma una delle destinazioni simbolo del nuovo viaggio di nozze. Da solo raggiunge il 18% del totale, in crescita dell’11,0% sul 2025. Un dato che racconta molto del cambiamento in atto: le coppie cercano sempre più spesso una meta capace di offrire cultura, città, natura, gastronomia, tradizione e modernità in un unico viaggio.
Più in generale, l’area Estremo Oriente passa dal 18,3% del 2025 al 22,7% del 2026. A trainare questa crescita è soprattutto l’Asia esperienziale, non solo il Giappone, ma anche Indonesia con il 3,7% e Thailandia con il 3,2% delle preferenze.
In crescita anche l’Africa Australe e subsahariana, che passa dal 6,1% del 2025 al 9,5% del 2026. Qui il modello più attrattivo è quello che unisce safari, natura e soggiorno mare: Tanzania, Kenya, Sudafrica, Seychelles e Zanzibar compongono un’offerta molto coerente con l’idea contemporanea di viaggio di nozze, sempre meno statica e sempre più legata al racconto di un’esperienza.
“Il viaggio di nozze resta una delle vacanze più importanti nella vita di una coppia, ma oggi viene vissuto in modo diverso rispetto al passato – dichiara Stefano Pompili, Co-CEO Veratour –. Non basta più la destinazione da cartolina. Gli sposi cercano un viaggio capace di lasciare qualcosa: vogliono attraversare luoghi diversi, vivere esperienze autentiche, conoscere culture lontane e magari concludere con qualche giorno di mare e relax. È una richiesta più consapevole, che impone grande attenzione nella costruzione dell’itinerario. È una vacanza ricca e carica di aspettative emotive fortissime. Per questo la scelta non riguarda solo la meta, ma anche la possibilità di essere seguiti da chi sa organizzare ogni dettaglio e intervenire se qualcosa non va. È uno dei segmenti in cui il valore del tour operator e dell’agenzia di viaggio resta più evidente”.
L’Oceano Indiano resta presente nell’immaginario honeymoon, ma perde leggermente peso: passa dal 7,8% del 2025 al 6,5% del 2026. Le Maldive si attestano al 3,3% del totale viaggi di nozze, in lieve calo rispetto allo scorso anno, mentre Mauritius pesa il 2,3%.
Il dato non indica una perdita di attrattività del mare esotico, ma conferma una trasformazione della domanda: le coppie tendono meno a scegliere una sola destinazione balneare e più spesso costruiscono un viaggio composito, dove il mare diventa una parte dell’esperienza, non necessariamente l’unico motivo della partenza.
I Caraibi come area autonoma pesano il 5,3% del totale, sostanzialmente in linea con il 5,2% del 2025. Da ricordare, però, che una parte importante della domanda caraibica entra nelle combinazioni con gli Stati Uniti, confermando il successo della formula tour + mare.
Il quadro complessivo racconta quindi un viaggio di nozze sempre più dinamico: gli Stati Uniti restano la grande meta aspirazionale, il Giappone cresce come destinazione culturale e simbolica, l’Africa guadagna spazio grazie alla forza del safari e delle combinazioni con il mare, mentre l’Oceano Indiano conserva il proprio fascino ma non è più il “grande riferimento” dell’immaginario.
Il viaggio di nozze del 2026 non rinuncia al sogno. Semplicemente, lo interpreta in modo diverso: meno cartolina, più esperienza.